Alberi da brividi: 7 storie di Halloween che arrivano dal bosco

ott 26, 2026 | scritto da:

Da secoli, il folklore europeo attribuisce agli alberi poteri misteriosi: alcuni proteggono dalle streghe, altri ospitano creature fatate, altri ancora sembrano custodire segreti che sarebbe meglio non conoscere. In Galles c'è persino un albero che, secondo la leggenda, conosce in anticipo i nomi dei morti. E nei riti delle streghe di mezza Europa, il luogo di ritrovo di un sabba era intorno ad un albero che di volta in volta poteva essere un noce (come il celebre Noce di Benevento, il più famoso della tradizione esoterica e inquisitoria italiana e che venne fatto abbattere nel 662 d.C. dal vescovo San Barbato per segnare la conversione al cristianesimo dei Longobardi) una quercia (come la Quercua delle Streghe di Capannori, in provincia di Lucca) o il Tiglio di Rueglio in Piemonte.

Halloween è un'ottima occasione per riscoprire alcune di queste storie che hanno attraversato le generazioni e sono arrivate fino a noi. Perché molte di queste storie hanno legami con Samhain, l'antica ricorrenza gaelica legata alla fine del raccolto e all'inizio della stagione più buia dell'anno. Nelle credenze associate a questa festa, il confine fra il mondo dei vivi e quello soprannaturale poteva diventare più sottile. 

Perché in fondo il bosco è un luogo dove ci sentiamo ospiti e anche quando non riusciamo a scorgere razionalmente presenze che ci circondano, riusciamo a sentirle. E sappiamo che non siamo noi i padroni, ma altri. Che non sempre possono avere intenzioni benevole verso noi umani (e in certi casi come non capirli!).

Ecco sette leggende da leggere prima di spegnere la luce.

1. Il tasso che annuncia la morte

Llangernyw, Galles. Protagonista: il tasso europeo.

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Immaginate un cimitero gallese, una chiesa antica e un tasso dalle forme contorte, con rami che sembrano protendersi verso le lapidi. È qui che, secondo una leggenda locale, compare Angelystor, una misteriosa figura soprannaturale che ogni anno, ad Halloween, annuncia i nomi delle persone della parrocchia destinate a morire poco dopo.

La storia diventa ancora più inquietante grazie a un sarto, Shôn ap Robert, che non credeva affatto a queste dicerie. Convinto che si trattasse di sciocchezze, decise di andare in chiesa durante la notte di Halloween per dimostrare che non c'era niente da temere.

Ma, una volta arrivato, sentì una voce pronunciare i nomi dei futuri defunti. Fra questi c'era anche il suo.
Secondo il racconto, il sarto morì nel corso dell'anno.

La leggenda è documentata nella raccolta della People's Collection Wales, che conserva materiali dell'archivio di Conwy. Il tasso di Llangernyw è davvero un albero antico, anche se la sua età esatta è difficile da stabilire.

Non sappiamo se Angelystor abbia mai davvero fatto visita a qualcuno. Ma se doveste passare da quel cimitero il prossimo 31 ottobre, tirate dritto ed evitate di tendere l'orecchio per sentire se qualcuno o qualcosa sta facendo dei nomi ad alta voce ... non vorreste mai dover sentire pronunciare il vostro.

Fonte: People's Collection Wales – St Digain's Church, Llangernyw.

I biancospino d'Irlanda

Irlanda. Protagonista: il biancospino.

biancospino

C'è una regola non scritta del folklore irlandese che conviene rispettare: se incontrate un biancospino solitario in mezzo a un campo, lasciatelo in pace. Non si tratta soltanto di rispetto per la natura. Secondo numerose credenze popolari, alcuni biancospini erano dimora del little people, il popolo fatato che abita un mondo invisibile accanto al nostro. Abbattere o danneggiare uno di questi arbusti poteva attirare sfortuna, malattie e persino la morte.

Il pericolo era particolarmente associato agli esemplari isolati, quelli che sembrano crescere da soli in mezzo al nulla. Non erano considerati semplici alberi, ma luoghi abitati da presenze che gli esseri umani avrebbero fatto meglio a non disturbare.

Anche portare in casa i fiori del biancospino era considerato rischioso in alcune tradizioni irlandesi: si credeva potessero annunciare una morte o portare discordia nella famiglia.

Queste credenze non appartengono esclusivamente a Halloween. In Irlanda, anche la vigilia del Primo maggio era considerata una notte pericolosa, associata al mondo fatato. A voi dunque decidere, la prossima volta che incontrerete un biancospino, se lasciarlo in pace oppure no ...

Fonte: University College Cork – Hawthorn folklore.

3. Il tasso, l'albero che vive tra i morti

Gran Bretagna e Irlanda. Protagonista: il tasso europeo.

A bene vedere non è solo il tasso di Llangernyw ad accompagnarsi a storie e leggende che incrociano le vicende dei vivi e dei defunti. Perché se esiste un albero che sembra uscito direttamente da un romanzo gotico, è il tasso. Sempreverde, longevo e capace di sviluppare tronchi dalle forme contorte, è una presenza familiare nei cimiteri britannici. Alcuni esemplari sono così antichi che potrebbero aver visto passare generazioni di persone senza cambiare molto il proprio aspetto.

La sua associazione con la morte non è facile da spiegare in modo univoco. Certo il fogliame che rimane verde anche d'inverno ha contribuito a farne un simbolo di continuità e immortalità. Anche la sua longevità può avere contribuito a questa associazione. Non solo, ma diverse sue parti contengono sostanze tossiche, e le bacche non devono essere considerate innocue soltanto perché hanno un aspetto invitante.

Il risultato è un albero che sembra stare con un piede in due mondi: quello dei vivi, che passano sotto i suoi rami, e quello dei morti, le cui tombe riposano alla sua ombra.

Fonte: Woodland Trust – British Trees: Folklore and Mythology.

4. Il salice che non piange, ma fa paura

Isole britanniche. Protagonista: il salice.

I salici hanno qualcosa di malinconico e non a caso son chiamati piangenti. I rami pendono piegati verso il basso, si muovono al vento e spesso sfiorano i corsi d'acqua presso cui, solitamente, crescono questi alberi. A ben vedere non sorprende che, in alcune tradizioni britanniche, il salice sia stato considerato un albero legato al mondo soprannaturale. Nel folklore dell'Essex, per esempio, si appendevano rami di salice alle porte per proteggere le case dalle streghe delle paludi. In altre zone, invece, il salice stesso era associato proprio alla stregoneria come componente di riti e pozioni.

L'essere alberi che crescono vicino ai corsi d'acqua, inoltre, ci riporta alla mente le tante leggende che proprio i corsi d'acqua evocano. Dalle tante storie di spiriti che li abitano, alle leggende sul fatto che - ad esempio - ai vampiri e in generale ai fantasmi, non è concesso attraversare i corsi d'acqua, costringendoli spesso a sostare sulle rive o vicino ai ponti in attesa di un passaggio. Del resto, specie nelle notti più umide, la nebbia che si leva dai corsi d'acqua era facilmente vestita dei panni del fantasma in tanti avvistamenti svrannaturali.

I salici sono spesso i protagonisti anche di storie in cui gli alberi sono capaci di muoversi o inseguire i viandanti. Ve ne sono molteplici, appartenenti al repertorio più fantastico del folklore, anche se non è facile ricondurre ogni variante a una fonte storica precisa. È quindi meglio considerarle immagini narrative, piuttosto che una singola leggenda britannica ben documentata. Il legame possibile tra la realtà dell'albero e questa serie di leggende, si trova intuitivamente nella leggerezza dei rami pendenti del salice, che si agitano al vento anche con lievi brezze.

Il salice, in ogni caso, ha un rapporto antico con il mistero. E la prossima volta che vedrete i suoi rami muoversi nel buio, ricordatevi che potrebbero non essere soltanto mossi dal vento.

Fonte: The Metropolitan Museum of Art – Tales and a Tune of the Willow.

5. Il sorbo rosso contro le streghe

Scozia e Irlanda. Protagonista: il sorbo degli uccellatori.

Sorbo_degli_Uccellatori

Le bacche rosse del sorbo sembrano piccole luci accese fra le foglie autunnali. In Scozia e Irlanda, però, il loro colore aveva un significato che andava ben oltre la bellezza del paesaggio: secondo la tradizione, poteva proteggere dalle forze maligne (al contrario di quanto avviene invece nel film The Village (2004) dove invece il rosso è il colore proibito perché attira le creature maligne del bosco).

 

Il sorbo, chiamato anche rowan in inglese, era considerato un albero protettivo contro streghe, spiriti ed esseri fatati. In alcune zone si piantava vicino alle case, mentre altrove si appendevano rametti sopra le porte e nelle stalle. Esisteva persino l'usanza di realizzare piccole croci con il legno del sorbo, legandole con un filo rosso. Si portavano addosso come amuleti oppure si collocavano nei punti in cui si desiderava tenere lontane le presenze indesiderate.

Il rosso delle bacche era considerato particolarmente efficace contro il male. E c'era un'altra regola: in alcune tradizioni scozzesi, abbattere un sorbo era un gesto da evitare assolutamente.

È curioso pensare che un albero così importante per la fauna selvatica fosse anche considerato un alleato contro le streghe. Le sue bacche, infatti, sono una preziosa fonte di cibo per molti uccelli durante l'autunno. Insomma, il sorbo ha una doppia reputazione: da una parte offre nutrimento agli animali, dall'altra, secondo il folklore, proteggeva gli esseri umani da ciò che si nascondeva nell'oscurità.

Se dovessimo scegliere un albero da tenere vicino alla porta la notte di Halloween, forse sarebbe proprio lui.

Fonte: Woodland Trust – Rowan.

6. Mandragora: la pianta che urla

Europa medievale. Protagonista: la mandragora.

 

Non è un albero, ma sarebbe un peccato lasciarla fuori da questa storia. La mandragora è una pianta erbacea la cui radice può ricordare vagamente una figura umana. Per secoli è stata associata alla magia, alla stregoneria e a poteri misteriosi. Nel Medioevo era considerata una delle piante più inquietanti del repertorio magico europeo ed anche Nicolò Machiavelli intitolerà con il suo nome, una commedia che scrisse giocando sulle presunte qualità afrodisiache di questa pianta.

La leggenda più famosa è anche la più terrificante però, è che quando veniva estratta dal terreno, la mandragora emetteva un urlo capace di uccidere chiunque lo sentisse. Senza la parte omicidiaria del raccontoi, questa leggenda ha trovato rappresentazione anche in una famosa scena di Harry Potter.

Come raccoglierla, però, senza morire? Secondo alcuni racconti, bisognava legare la pianta a un cane e attirare l'animale lontano dal punto in cui cresceva. Quando il cane tirava la radice fuori dal terreno, il raccoglitore poteva restare a distanza. Naturalmente, anche il cane era destinato a una fine tragica in alcune versioni della storia.

Il mito ha una lunga storia documentata. Uno studio pubblicato sul Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine ricostruisce l'evoluzione delle credenze sulla mandragora e osserva che il motivo del grido mortale si diffuse in Europa a partire dal XII secolo.
C'è anche una spiegazione più concreta del suo alone sinistro: la mandragora contiene alcaloidi tossici capaci di provocare effetti gravi sull'organismo. La sua pericolosità reale, unita alla forma insolita della radice, contribuì probabilmente a consolidarne la reputazione.

Non è un albero, certo. Ma è difficile immaginare una pianta più adatta a una storia di Halloween. E, nel dubbio ... conviene lasciarla dov'è!

Fonti: Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine – In search of traces of the mandrake myth; Europeana – Mandrake: The Scream of Death.

7. Samhain

Irlanda e mondo gaelico. Protagonisti: boschi, spiriti e fuochi rituali.

Per capire perché gli alberi siano così presenti nelle storie di Halloween, bisogna fare un passo indietro, fino a Samhain. Questa ricorrenza del mondo gaelico segnava la fine del raccolto e il passaggio alla metà oscura dell'anno. Si celebrava intorno al 31 ottobre e al 1° novembre, in un periodo in cui le giornate si accorciavano e l'inverno si avvicinava.

Nelle tradizioni associate a Samhain, il confine fra il mondo dei vivi e quello soprannaturale poteva diventare più sottile. Gli spiriti dei defunti e gli esseri fatati potevano entrare in relazione con gli esseri umani, e alcune storie raccontavano di incontri pericolosi per chi si avventurava fuori casa.

I fuochi rituali avevano un ruolo importante nelle celebrazioni. E anche se non possiamo affermare che esistesse un unico rito celtico dedicato agli alberi, è facile capire perché il bosco sia diventato uno scenario privilegiato di queste narrazioni. Un sentiero buio, un albero isolato, una radura che sembra diversa da tutte le altre: il paesaggio naturale offre tutto ciò che serve per immaginare un passaggio verso un altro mondo.

È importante, però, non confondere il folklore con la storia. Le credenze su Samhain ci sono arrivate attraverso fonti di epoche diverse, e molte tradizioni oggi associate alla festa sono il risultato di secoli di trasformazioni culturali. Il legame con Halloween resta comunque affascinante. La notte del 31 ottobre continua a essere il momento in cui ci piace immaginare che il mondo sia un po' meno prevedibile, che le ombre nascondano qualcosa e che il bosco custodisca segreti.

E forse è proprio questo il motivo per cui gli alberi ci fanno così paura nelle storie: sono immobili, silenziosi, eppure sono vivi. Sono diversi da noi, non sappiamo cogliere i loro pensieri e le loro intenzioni. Più ancora degli animali selvatici ci sono distanti come creature. Non è difficile immaginarli benevoli, ma non lo è nemmeno immaginarli ostili (pensate ad esempio al ruolo degli Ent nel Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien).

La prossima volta che passerete accanto a un albero secolare, provate a guardarlo per qualche secondo in più. Non c'è bisogno di credere alle streghe o agli spiriti per sentire che certi alberi sembrano appartenere a un tempo e ad un mondo diverso dal nostro.

E se, per caso, vi sembrerà di sentire un sussurro fra i rami, non preoccupatevi. Probabilmente è soltanto il vento.

Probabilmente.

Fonti: NASA – Halloween History; HISTORY – Samhain.

Un'ultima cosa, prima di tornare alla luce

Le storie che abbiamo raccontato mostrano quanto a lungo gli esseri umani abbiano cercato di dare un significato ai boschi, agli alberi più antichi e a quelle parti della natura che non riuscivano a spiegare. Gli alberi possono essere rifugi, fonti di nutrimento, luoghi di memoria e simboli di protezione. Ma, nelle notti d'autunno, possono diventare anche protagonisti di storie che ci fanno guardare il paesaggio con occhi diversi.

Perciò, buon Halloween. E ricordate: se incontrate un albero solitario in mezzo a un campo, non serve scappare.

Ma magari è meglio lasciarlo in pace. E in questo senso: W Halloween!

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