Alberi Monumentali. La nuova legge italiana li tutelerà?

Jan 31, 2014 | scritto da:

 

A proposito di Grandi Alberi, in questi giorni vale la pena ricordare che da diversi anni l’Italia riconosce ad alcuni alberi il carattere di monumentalità in base a caratteristiche come l’età, la dimensione, il portamento e la forma, il valore culturale e storico attribuito dalle comunità locali, la rarità botanica. (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio: L.42/2004, applicativo dal 2008 con d.lgs. 26 marzo 2008 n. 63)

La parola monumento deriva dal latino monere, ricordare. Un termine usato molto più a indicare le opere dell’uomo, ma che nel caso degli alberi si declina alla perfezione con la loro qualità di bacino di memoria naturale della vita, se consideriamo la loro longevità e capacità rigenerativa.

L’antica tradizione dei popoli di tutto il mondo di riconoscere ad alcuni alberi la capacità di collegare l’uomo al mondo spirituale, al divino, sopravvive oggi nelle leggende locali che spesso legano la storia di alcuni alberi dalla forma e dimensione particolare ad eventi straordinari accaduti a qualche passante, a visioni spirituali o a vicende che riguardano la vita dei santi. Il riconoscimento collettivo di questi alberi come monumenti da proteggere e salvaguardare è un passo importante, che rende conto della plurimillenaria relazione che ci lega a questi giganti viventi, depositari di strati di significati storici, culturali, ambientali significativi per le comunità.

La responsabilità di individuare gli alberi monumentali in base alla legge sopracitata era demandata alle Regioni e Province Autonome, incaricate di inserirli in appositi “Elenchi degli alberi monumentali di pregio scientifico-naturalistico, storico-culturale e paesaggistico” entro il 31.12.2009.

Ma la legge è stata realmente applicata? In parte. Nonostante l’impegno formale, il riconoscimento ufficiale e la protezione degli Alberi Monumentali dopo il 2009 è rimasto spesso solo sulla carta, anche se alcune regioni, talvolta ancor prima della legge nazionale, hanno istituito i propri elenchi regionali di alberi monumentali: è il caso di Emilia Romagna (l.r. n.2/1977), Valle d’Aosta (l.r. n.50/1990), Piemonte (l.r. n.50/1995), Toscana (l.r. n.60/1998 e d.g.r. n. 1078/99, aggiornato con d.d. n.1983/02), Veneto (l.r.. 9 agosto 2002, n. 20) e così via.

Tra pochi giorni, dal 16 febbraio 2014, entrerà in vigore la nuova legge (Legge 14 gennaio 2013, n. 10, art.7: Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale) che dà una definizione giuridica univoca di albero monumentale e rafforza il quadro normativo precedente, obbligando ogni Comune a censire i propri alberi monumentali, che saranno raccolti in Elenchi Regionali aggiornati. La Regione è obbligata entro un anno a fornire l’elenco al Corpo Forestale dello Stato, il quale avrà l’onere di aggiornare e rendere fruibile l’elenco nazionale nei siti web competenti. 

C’è chi sostiene che questa procedura sia più complicata della precedente, che non prevedeva l’intervento dei Comuni ma soltanto delle Regioni. C’è da augurarci che tutti gli enti coinvolti abbiano le risorse e la capacità di rispettare questo incarico. Ancor di più vale l’impegno di chi conosce alberi monumentali non ancora censiti a farsi avanti e segnalarne la posizione al proprio Comune o alla Regione, compilando la scheda per l’inserimento nell’elenco regionale, reperibile nei siti web delle Regioni. Un esempio di scheda da compilare e inviare per l’inserimento nell’elenco regionale degli alberi monumentali è visibile nel sito della Regione Toscana.

Per tutelare i Grandi Alberi da chi, per ignoranza o scarsa sensibilità, rischia di danneggiare un patrimonio inestimabile, le sanzioni previste per il reato di abbattimento o danneggiamento corrisponde al pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000. Accanto a questi necessari provvedimenti, sorge in me la speranza che la consapevolezza della sacralità di ogni albero, ancor più quelli più antichi, si ravvivi sempre di più nell’animo di ognuno di noi.

Chi è interessato ad approfondire la questione può saperne di più leggendo questo articolo del biologo Bruno Petriccione.

 

 

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