Altre due città USA passano alle energie rinnovabili

Feb 24, 2017 | scritto da:

Questa è sicuramente una settimana trionfante per le energie rinnovabili che portano a casa un’altra vittoria, spostando sempre più in alto l’asticella dei loro traguardi. Negli Stati Uniti, le città di Pueblo, in Colorado e di Moab, nello Utah, hanno aderito all’impegno di passare al totale utilizzo di energie green, diventando così la ventiduesima e ventitreesima città americane a intraprendere questo percorso. Una vittoria che fa sentire ancor più il suo peso e la sua importanza se si prende in considerazione la storia di Pueblo e Moab: entrambe le città, infatti, hanno passati contrassegnati da sofferenze per le conseguenze di energie non pulite e dalla dipendenza di combustibili fossili; ma hanno altresì all’orizzonte un futuro migliore. 

La prima ad aderirvi è stata Pueblo City – capoluogo dell'omonima contea – la quale ha firmato un accordo per rifornire la sua comunità con energie rinnovabili, specialmente quella eolica e solare, entro il 2035. La città è da tempo afflitta dall’alto costo dell’energia elettrica che rende difficile la gestione dei risparmi di molte famiglie della zona, più di 7.000, costrette a decidere se pagare la corrente o le cure mediche o la spesa. La transizione verso il rinnovabile comporterebbe una messa in salvo della comunità, creerebbe più posti di lavoro e offrirebbe maggiore sicurezza ai cittadini. 

A distanza di solo 24 ore è arrivata anche l’adesione di Moab che però accorcia i tempi: il passaggio definitivo avverrà entro il 2032. La città che ogni anno attrae numerosi turisti da tutto il mondo come base per partire all’esplorazione dei vicini – e spettacolari – canyon è spesso vittima della foschia prodotta dall’inquinamento di due centrali a carbone situate poco distanti e che minacciano l’industria locale del turismo (pressoché unica fonte di sostentamento per Moab). Qui i cambiamenti climatici in atto sono ancora più preoccupanti: l’aumento delle temperature, la ridotta disponibilità d’acqua e l’instabilità economica mettono a dura prova i residenti e l’economia terziaria.  

Questo cammino che prende le distanze dai combustibili inquinanti e che guarda a un futuro di maggiore prosperità, sicurezza economica e qualità di vita migliore, per l’America di Trump, segnata da politiche sempre più severe e restrittive, è un segno forte e concreto che si distacca da quanto più volte affermato dall’inquilino della Casa Bianca. Il neo Presidente, infatti, ha ripetutamente messo in dubbio l’esistenza stessa del riscaldamento globale, negando che si tratti di una minaccia urgente e in campagna elettorale aveva promesso di abolire tutti i provvedimenti presi da Obama in materia come il Clean Power Act – quest’ultimo imponeva alle centrali elettriche americane di ridurre le emissioni – e di ritirare l’adesione degli Stati Uniti all’accordo di Parigi sul clima. Le scelte di Pueblo e Moab fanno quindi ben sperare che molte altre città seguano il loro buon esempio ponendo un freno all’inquinamento globale.


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