Ambiente e biodiversità nel 2017

Jan 11, 2017 | scritto da:

L’inizio del nuovo anno ci ha fatto tirare le somme di quello appena passato e ci ha fatto stilare la lista dei buoni propositi. Lo fanno gli umani e lo fa anche l'ambiente. Il 2016 è stato l’anno di tante innovazioni green che fanno ben sperare, ma è stato anche l’anno più caldo di sempre (e purtroppo lo sapevamo già in febbraio) e l’inizio di una nuova era del cambiamento climatico, per via della maggiore concentrazione media di anidride carbonica nell’atmosfera. Cosa aspettarsi quindi dal 2017, in particolare pensando a biodiversità e ambiente? Su cosa puntare l’attenzione?

Un team internazionale di esperti ha rivolto le stesse domande anche ai partecipanti all’ottavo Horizon Scan of Emerging Issues for Global Conservation and Biological Diversity. Le risposte ottenute sono state da poco pubblicate sulla rivista scientifica Trends in Ecology & Evolution e i 15 eco-trend emersi possono essere utilizzati come linee guida per giocare d’anticipo su eventuali rischi e opportunità.

Durante il 2017 un paio di cose saranno da evitare se si vorrà preservare l’ambiente. In primis, la sabbia: da eliminare - o quasi - nel campo dell’edilizia, dato che l’eccessiva estrazione ha causato alterazioni negli ecosistemi di mari e oceani. Da evitare anche le recinzioni, spesso impiegate dai politici per impedire gli spostamenti di profughi ma che creano danni alla fauna. E infine anche le discariche, che hanno modificato il modo di cibarsi di molti animali selvatici. 

Un altro paio di cose saranno invece da monitorare, come le onde in mare aperto, aumentate d’intensità e altezza negli ultimi due decenni. Ma anche gli insetti impollinatori, specialmente i calabroni: amici dell’ambiente sì, ma un’impollinazione sbagliata può portare al diffondersi di malattie tra la flora. L’agricoltura, invece, potrebbe ricevere aiuti da batteri e funghi: le loro capacità contribuiranno a stimolare la crescita dei parassiti nelle colture; per salvare le barriere coralline in pericolo per via delle alte temperature si starebbe pensando di sostituire i batteri che vivono in coesione con i coralli con altri in grado di tollerare maggiormente il caldo.

Da incentivare invece le centrali eoliche a turbine galleggianti, ottime per catturare l’energia del vento nel bel mezzo degli oceani e l’utilizzo di batterie al litio. New entry, una nuova classe di enzimi noti come monoossigenasi polisaccaridi lyctic emersi come potenziale strumento per convertire materiali vegetali in combustibili liquidi e prodotti chimici industriali. Altra novità arriva dall’Islanda, dove i ricercatori hanno trovato una promettente strategia per lo stoccaggio di anidride carbonica sottoterra, sciogliendola in acqua e iniettandola nelle rocce basaltiche. 

Infine, l’ambiente gioverà dei progressi in campo tecnologico. Robot sottomarini saranno in grado di strisciare sul fondo per controllare la presenza di specie invasive; sensori elettrici altamente specializzati rileveranno specie rare nei dintorni rilevando i differenti odori; foglie bioniche, in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana, aiuteranno quelle naturali a svolgere tale compito. Con l’avanzare dei progressi in campo tecnologico e informatico sarà anche possibile conservare, monitorare e vendere al meglio l’energia prodotta da fonti rinnovabili senza sprechi e inquinamento, ma anche controllare gli eventuali commerci illegali di animali selvatici.

L’ambiente è pronto a mettere in pratica i suoi buoni propositi. E tu sei pronto a dargli una mano?

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