Anche gli alberi possono piangere

Sep 18, 2014 | scritto da:

È stato dimostrato che anche le piante, esseri muti per eccellenza, sono in grado di ricordare, di lamentarsi e di emettere suoni qualora si trovino in una condizione di particolare sofferenza, esattamente come l’uomo e come gli altri esseri del regno animale. Ed è proprio per questo che guardando al fenomeno in maniera leggermente romantica possiamo immaginare questi lievi suoni come un pianto o un ultimo canto alla vita. Infatti gli alberi non “piangono” nel vigore e nel benessere della loro esistenza, ma solo quando la sete li sta uccidendo, quando la siccità sta sottraendo loro la vita.

Tali rumori non sono udibili dall’uomo senza apparecchiature e microfoni appositi ma alcuni insetti che si nutrono di legno possono udirli facilmente, individuare la preda che sta morendo ed attaccarla rapidamente. È stato un gruppo di ricercatori francesi dell’Università di Grenoble a registrare le voci degli alberi: si tratta di ultrasuoni più che di suoni veri e propri, ma riuscire a catturare questi segnali provenienti dagli alberi più sofferenti potrebbe aiutarci a proteggere gli individui più stressati. Il fenomeno naturale che permette l’emissione di tali suoni è la cavitazione: gli alberi trasportano la linfa dalterreno verso le estremità grazie agli xilemi (vasi che sfruttano le forze intermolecolari dell’acqua e quelle tra le molecole d’acqua e le pareti andando a creare una colonna d’acqua che dal basso è in grado di salire in direzione dei rami), ma quando c’è scarsità di acqua, e dunque siccità, nelle colonne di linfa si formano delle bolle d’aria che producono dei suoni simili a quelli prodotti da un uomo che aspira con una cannuccia le ultime gocce sul fondo di un bicchiere quasi vuoto.

 

Gli studiosi identificano tali suoni come una sorta di impercettibili schiocchi non udibili dall’uomo ma causati da bolle d’aria che subentrano nel processo che trasporta la linfa dalle radici alle estremità della pianta. Tale fenomeno è stato riprodotto in laboratorio con risultati positivi: a seguito dell’immersione di un pezzo di legno di pino completo di xilema in un gel privo di acqua è stato possibile udire i suoni della cavitazione sottoforma di scricchiolii del legno tramite un microfono apposito. Se questi segnali d’allarme potessero essere uditi e riconosciuti, molti esemplari potrebbero essere salvati.

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