Banca del germoplasma: la più innovativa in Norvegia

Sep 22, 2014 | scritto da:

 

Anche se non molto popolari esistono banche che non hanno niente a che vedere con soldi e oggetti preziosi ma che sono interamente volte alla conservazione permanente delle biodiversità e alla sicurezza alimentare futura. Dette più scientificamente banche del germoplasma queste arche di Noè del regno vegetale si dedicano alla raccolta e alla preservazione di numerose specie di semi ex situ, cioè al di fuori del loro luogo di origine naturale.

La conservazione a lungo termine delle risorse genetiche vegetali ha l’efficacia di salvaguardare il mondo dalle catastrofi biologiche, ma soprattutto ha lo scopo di favorire l’uso sostenibile delle piante prevenendone le singole estinzioni. Numerose specie vegetali si sono estinte nel corso dei secoli e secondo gli studi della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) 4.500 specie vegetali sono attualmente a rischio nelle sole zone temperate del pianeta. Considerando che negli ultimi 60 anni l’estinzione delle piante sul nostro Pianeta è stata accelerata dall’uomo tra 100 e 1.000 volte rispetto ai livelli naturali, la necessità di conservare semi anche di piante selvatiche è diventata una priorità. Qualora la conservazione delle specie in situ (cioè nel loro luogo di origine naturale) non sia possibile, e più in generale per un’azione preventiva, le banche dei semi costituiscono le istituzioni in grado di fornire una risposta alternativa per la sopravvivenza delle specie vegetali anche al di fuori dell’habitat naturale.

Le collezioni di semi e spore permettono di mantenere in vita per un lunghissimo tempo una immensa diversità genetica, patrimonio utilizzabile per le azioni di reintroduzione, per l’uso di principi attivi e per l’avvio di nuove colture. La banca di semi più antica del mondo risale al 1926, ha sede a San Pietroburgo e mantiene la più grande collezione di antiche varietà europee di piante coltivate, tanto che possiede i progenitori delle specie attualmente in uso. Adesso esistono oltre 1700 banche del germoplasma nel mondo, ma la più famosa e la più innovativa resta la norvegese «Svalbard Global Seed Vault», una gigantesca cassaforte immersa nei ghiacciai delle isole Svalbard (1000 km a sud del Polo Nord). Tale banca conserva centinaia di migliaia di sementi blindate sotto ai ghiacci polari a -18°C per garantirne la sopravvivenza anche in caso di guerra o di cataclisma: a tale temperatura i semi possono conservarsi per migliaia di anni. Sono infatti i processi di essiccamento (15% UR; 15°C) e di congelamento (-20°C) a permettere il mantenimento dei semi per molto tempo proprio perché in condizione di scarsa umidità e di basse temperature il deperimento del DNA è ridotto e l’azione degli agenti patogeni risulta minore.

Anche in Italia sono presenti numerose banche dei semi con lo scopo di proteggere soprattutto le specie legate al territorio nazionale. Secondo quanto riportato dalla Strategia Nazionale per la Biodiversità la flora vascolare a rischio di estinzione sul territorio italiano comprende più di 1000 specie, circa il 15% della flora italiana.

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