Basta allo spreco alimentare. Conosciamo meglio Tristram Stuart

Jul 17, 2015 | scritto da:

Buttiamo via quasi metà del cibo, non perché non sia più buono o non più commestibile, ma perché ha dei difetti estetici.

A ricordarcelo (perché non è certo una novità) è Tristram Stuart, il ragazzo d’oro inglese che qualche anno fa ha fatto sorridere il mondo, mentre tentava di convincerci che si può fare la spesa gratis nei cassonetti dei supermercati.
Ma non c’è da stare allegri, sono otto i milioni di tonnellate di cibo sprecato ogni anno. A determinare il ciclo di vita di un prodotto è la data di scadenza, data decisa dal produttore per tutelarsi e per marketing, ma il cibo può essere tranquillamente consumato fino a tre giorni dopo (se non aperto). A questo si aggiunge l’eccesso di packaging, le porzioni esagerate, l’incapacità di regolarsi con le quantità e l’acquisto spesso compulsivo che avviene nei supermercati. E infine…le carote magari non sono belle dritte e affusolate ma bitorzolute, le melanzane sono deformi, la scatola di riso ha un angolo acciaccato e quella confezione di patatine è particolarmente stropicciata...L’estetica!

In un talk per Ted Tristram Stuart ci racconta le sconvolgenti statistiche sullo spreco alimentare, chiamandoci ad un uso più responsabile delle risorse globali.

Tristram ha 32 anni, una laurea a Cambridge, ed è militante Freegan, divora ciò che è stato gettato via, per scelta ecologista e non politico-ideologica. «Prendiamo questo salame italiano. È stato distrutto un pezzo di foresta amazzonica per far crescere la soia, importata in Europa e usata per sfamare i maiali, poi macellati, lavorati, insaccati, messi in vendita. E buttati via»
Waste-Uncovering the global food scandal è la raccolta del grande lavoro di Tristram, che analizza la catena alimentare in buona parte del mondo.

Pianta ora Scopri Treedom Business