Belli, ma dannosi per l'ambiente: guerra ai palloncini

apr 01, 2025 | scritto da:

Simbolo di occasioni festose e di celebrazioni diffuse, i palloncini erano un tempo tanto amati e richiesti, mentre oggi il loro impiego è stato fortemente ridotto per ragioni legate all'inquinamento che producono. Eppure continuano ad essere utilizzati ed anzi con mode come il baby shower e gender reveal (ma ne avevamo davvero bisogno?!) stanno tornando in voga. Noi crediamo che si possano sostituire con modi altrettanto festosi e colorati per celebrare.

Dopo aver spiccato il volo e aver viaggiato tra i cieli, infatti, eccoli infatti ridiscendere verso terra, compiendo il loro viaggio di ritorno e diventando al contempo materiale inquinante essendo fatti (almeno la maggior parte) in lattice, materiale che richiede dai 6 mesi fino ai 4 anni per la decomposizione. In più, spesso animali marini e terrestri confondono i resti dei palloncini come cibo che, una volta ingerito, crea blocchi intestinali e può causarne la morte. Inoltre, l’elio che li spinge a salire verso l’alto, sebbene presente in grandi quantità nell’universo, è invece un elemento raro per il Pianeta Terra. Non può essere prodotto e, una volta rilasciato nell’atmosfera, sfugge rapidamente nello spazio rendendo impossibile il suo riutilizzo per altri impieghi.

Non è la prima volta che se ne parla - ed è celebre il caso del disastro del Balloon Fes di Cleveland del 1986, di cui abbiamo scritto anche sulle nostre pagine - e non è neanche l’unica abitudine festosa che in realtà nasconde minacce per l’ambiente: tra le altre ci sono anche i fuochi d’artificio (fonti di inquinamento atmosferico a causa dei residui di colorante e propellenti rilasciati nell’aria) e le lanterne volanti (spesso responsabili di incendi e con un processo di decomposizione molto lungo).

Ma per quanto riguarda i palloncini o per meglio dire, la plastica con la quale sono fatti, i primi a mostrare gli effetti negativi del loro utilizzo sono stati il Csiro (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) in Australia e gli inglesi dell'Imperial College di Londra. Secondo le loro stime, oltre il 90% degli uccelli marini ha ingerito plastica di vario tipo e origine e si prevede che, entro il 2050 - salvo interventi per ridurne l'impiego - la percentuale potrebbe salire al 99%. 
Anche una ricerca dell'Università del Wales Swansea, nel Regno Unito, ha stabilito che i pezzi di palloncino costituiscono l’80% dei rifiuti trovati all’interno dello stomaco delle tartarughe marine analizzate.

Qualcuno potrebbe obiettare: eh, ma i palloncini biodegradabili? Biodegradabilli significa che comunque vanno correttamente smaltiti e non lasciati volare e disperdersi nell'ambiente!

Cosa fare allora? Suggerimenti? L’ideale sarebbe optare per alternative maggiormente ecocompatibili per festeggiare: petali di fiori? Candele? Fiori di carta? Perché no!  Altre buone abitudini: scegliere decorazioni che possano essere riutilizzate o dedicarsi a un fai-da-te casalingo al quale anche i più piccoli possano unirsi. 

E infine, se volete, potete unirvi a noi e:
. firmare la petizione di Plastic Free per chiedere il divieto di lancio dei palloncini in aria 
. piantare un albero in collaborazione con Plastic Free che finanzierà un programma di recuperoi e salvataggio di Tartarughe Marine
. piantare un albero in collaborazione con Plastic Free che finanzierà anche la rimozione di 500gr di plastica dall'ambiente

 
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