Ben venga Maggio! Il fascino dell’antica festa di Calendimaggio

Apr 24, 2014 | scritto da:

 

Ecco Maggio miei signori 
Che fiorisce il mondo tutto 
Ogni pianta 
Ed ogni frutto 
Tanto amore portera’ ...

Canto toscano tradizionale

In piena vitalità primaverile, con i prati già punteggiati di papaveri rossi, il tarassaco diventato soffione e il biancospino fiorito, questo momento dell’anno alle nostre latitudini temperate segnala il risveglio della Terra. E così Calendimaggio arriva anche quest’anno, anche se tutti ce ne siamo dimenticati!

Tra il 30 Aprile e il 1 Maggio per tradizione in alcune zone d’Italia (Toscana, Liguria, Oltrepo’ Pavese, Romagna) si festeggiava fino a pochi decenni fa l’esuberante forza della primavera con un antico rito collettivo, che aveva la funzione di celebrare la fioritura delle piante e della vita: un vero inno alla gioia e all’amore per rendere omaggio alla stagione dei fiori, diffuso già in epoca precristiana tra i popoli italici (etruschi, umbri e liguri) e presso slavi, celti e germani (nel Nord Europa riti analoghi erano noti con il nome di Beltane).

Ai primi di maggio Firenze si animava di maggiolate, festosi ritrovi con musiche e balli che erano un vero rito della fioritura: si portavano in processione i “maggi”, rami di alberi fioriti, che i ragazzi appendevano sulla porta delle loro innamorate. Se le ragazze portavano in casa il ramo fiorito, il corteggiamento aveva colpito nel segno: la stagione dell’amore si annunciava propizia! Molte altre curiose notizie su questa festa nella tradizione fiorentina si trovano in questa pagina.

A Firenzuola, tra Toscana e Romagna, la sera del 30 aprile gruppi di giovani giravano per le case del paese a Cantar Maggio, secondo consuetudini locali che si sono tramandate fino a pochi anni fa. Ancor oggi nelle campagne toscane sopravvivono rari esemplari di poeti improvvisatori chiamati “maggerini”, che erano soliti Cantar Maggio commentando in ottave in rima storie d’amore e vicende legate alla primavera.

Alberi e fiori simboli di questa festa variano a seconda del luogo e dell’altitudine. In Toscana erano il maggiociondolo e i fiori di rosa e viola, con cui i festeggianti si ornavano, e ancor più l’ontano, albero che cresce lungo i torrenti d’acqua e per questo rappresenta la fertilità della terra da cui dipende la vita.

Se il valore simbolico delle feste della tradizione contadina sembra non abbia più alcuna importanza nella cultura contemporanea, scoprire il loro senso profondo ne rivela la forza. Potremmo restarne così affascinati da volerci riappropriare dei gesti maturati nel tempo che collegavano l’uomo alla natura, esprimendo la relazione con il ritmo vitale sulla terra.

Segnalo che a Firenze i Chille de la Balanza, storica compagnia teatrale, propone la Festa di Calendimaggio 2014 a San Salvi con musiche europee, danze, adozioni d’alberi ed altre iniziative dalle 16.00 (ad ingresso libero).

Buona celebrazione della vita e dell’amore!

 
Photo credits: Carol Page-Potter
http://acadiansoul.wordpress.com
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