Better Shelter, la casa portatile e green per ospitare i rifugiati

Feb 01, 2017 | scritto da:

Per cosa verranno ricordati questi anni? Di sicuro per le innovazioni, le scoperte in campo medico e tecnologico, ma anche per il grande e triste problema dei rifugiati. Scappati da una terra impossibile da considerare patria, scappati dalle guerre e da regimi del terrore, costretti a dover fronteggiare la chiusura dei paesi loro vicini e frontiere erette per tenerli lontani. Ma di certo questi anni verranno ricordati anche attraverso le storie di chi è riuscito a dar loro una mano. Tra tutti Ikea Foundation,il braccio sociale del colosso svedese, che in collaborazione con l’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ha realizzato Better Shelter, la casa portatile e green ideata da Johan Karlsson che ha vinto il premio Beazley Design of the Year, dedicato ai migliori progetti di design.

All’inizio – era il 2009 – erano solo prototipi, testati in collaborazione con i rifugiati di Iraq ed Etiopia. La produzione vera e propria partì solo nel 2015 e da allora, oltre 16.000 casette sono state consegnate per dare un alloggio temporaneo, ma sicuro e costruito in poco tempo, a tutti i rifugiati del mondo. 

Alla base di Better Shelter vi è la filosofia progettuale che ha reso celebre Ikea: facilità di trasposto, costi ridotti, design minimale e montaggio ‘fai da te’. Infatti, la casetta che riprende per forme e volumi quelli di una capanna, arriva in due scatoloni che possono essere sollevati individualmente da quattro persone. Con l’aiuto di altre tre persone in meno di otto ore è montata (senza bisogno di attrezzature aggiuntive), pronta a durare fino tre anni, o a essere smontata e riutilizzata in un altro luogo se necessario. 



Ogni modulo, realizzato in plastica riciclata e assolutamente green, è composto da tre parti: struttura principale, pannelli e impianto fotovoltaico. Quest’ultimo fornisce energia per l'illuminazione a LED o per ricaricare un cellulare. La superficie interna disponibile è quasi di 20mq, così da poter ospitare fino a cinque persone, permettendo movimenti e azioni quotidiane in libertà. 

Quest’anno in lizza per il premio assegnato dal Museo del Design di Londra vi erano altri 70 progetti, tutti segnalati per la loro capacità di aver catturato lo spirito, promosso cambiamenti ed essere dimostrazione di un design innovativo e pronto a rispondere alle moderne esigenze. Better Shelter rappresenta a pieno tutte queste caratteristiche. Inoltre, è un’impresa sociale finanziata in maniera auto-sostenibile: ogni dollaro di profitto generatore viene reinvestito internamente per migliorare la qualità di queste casette salva vita


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