Bhutan: 108.000 nuovi alberi per salutare l'erede al trono

Apr 01, 2016 | scritto da:

I km² del Bhutan sono solo 47.000. Il piccolo stato asiatico, incastonato tra il Tibet e l’India, non è molto esteso, ma è ricco di felicità. Da qualche anno è stato introdotto un ulteriore indicatore accanto al tradizionale PIL: il FIL, ovvero l’indice di felicità interna lorda, per calcolare il benessere della popolazione. E sebbene il Bhutan occupi le ultime posizioni della classifica mondiale per quanto riguarda il PIL, se invece si prende in considerazione la qualità dell'aria, la salute dei cittadini, l'istruzione, la ricchezza dei rapporti sociali, la classifica si inverte, portandolo ad essere tra i primi.

Forse, il popolo Bhutanese è anche aiutato dal Dalai Lama, convinto sostenitore del FIL, avendo dichiarato che il fine della vita è proprio quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità. Quello che è certo è che il 6 febbraio scorso, il paese ha avuto un aumento della felicità interna grazie alla nascita del suo royal baby!

La bellissima regina Jetsun Pema e il re Jigme Khesar Namgyal Wangchuck hanno dato il lieto annuncio dalle loro rispettive pagine Facebook non solo ai loro sudditi, ma a tutto il mondo, presentando ufficialmente il piccolo Gyalsey. Per festeggiarlo al meglio a inizio marzo, 100.000 volontari dello stato himalayano, tra cui anche il premier Tshering Tobgay, tre dei suoi ministri e il leader dell'opposizione, hanno piantato esattamente 108.000 alberi.

 

 

Come mai proprio 108.000 e non uno in più o uno in meno? Perché seguendo le tradizioni del buddhismo, il 108 è un numero sacro che denota la pulizia da altrettante contaminazioni che impedirebbero all’uomo di raggiungere l’illuminazione. Ogni albero piantato è stato poi sigillato con una preghiera per l’erede al trono, come vuole la tradizione.

Può sembrare una pratica inusuale, ma in Bhutan l’amore per la natura è particolarmente sentito dato che lo Stato punta a diventare il primo al mondo 100% bio e raggiungere l’obiettivo di zero waste per la riduzione dei rifiuti. Già nel 2015, si era contraddistinto entrando nel Guinness dei Primati per un’azione simile: piantare 50.000 alberi in una sola ora. L’amore per la natura è anche il pilastro fondante della costituzione del Bhutan, la quale stabilisce che almeno il 60% del territorio dovrà sempre essere ricoperto da alberi. Ancora una volta, lo spirito green del popolo Bhutanese è aumentato e sostenuto dalla sua religione di Stato: per il buddismo l’albero è considerato una fonte di nutrimento per tutte le forme di vita; simboleggia la longevità, la salute, la bellezza e anche la compassione.

Non ci resta che prendere esempio rendendo anche le nostre terre più verdi e augurare lunga vita al futuro re e… a tutti i 108.000 alberi piantati in suo onore!

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