Campo di grano nel cuore di Milano

Mar 02, 2015 | scritto da:

È partito proprio in questi giorni il sensazionale progetto ambientale che occuperà gli spazi sottostanti i grattacieli di Porta Nuova fino ad ottobre 2015 e che prevede la realizzazione di un campo di grano di ben 5 ettari proprio nel quartiere più futuristico di Milano. L’unico precedente storico di un progetto del genere si è avuto nel 1982, quando l’artista concettuale Agnes Denes realizzò il primo Wheatfield nel cuore di New York dando vita ad un’opera unica che la rese celebre in tutto il mondo. Ecco che dopo l’esperienza newyorkese un nuovo e sensazionale Wheatfield cittadino arriva a decorare Milano all’interno di un progetto ambientale di dimensioni mai viste promosso dalla Fondazione Riccardo Catella in collaborazione con Confragricoltura e Fondazione Nicola Trussardi

Per la realizzazione del progetto sono stati necessari circa 15.500 metri cubi di terra, 1.250 kg di sementi di grano Odisseo e circa 5.000 kg di concime mentre alla semina, avvenuta il 28 febbraio, hanno partecipato più di 5.000 cittadini interessati al progetto ed entusiasmati all’idea di vivere in prima persona un assaggio di quelle attività agricole che da sempre accompagnano la vita e la storia del genere umano. Infatti il progetto coinvolgerà i cittadini (milanesi e non) e riguarderà tutte le fasi della coltivazione del grano, dalla semina alla raccolta: per questo è stato scelto un grano marzilino, perché potrà avere il pelume verde già nelle prossime settimane e potrà essere pronto per la consueta trebbiatura di luglio che, come ha dichiarato Guido Folonari, delegato Confagricoltura, impegnerà i milanesi “in quel lavoro che facevano i loro antenati”.

Oltre al wheatfield il progetto prevede anche un frutteto di 4.000 metri quadrati e un percorso pedonale circolare (The Green Circle) che si snoda attraverso l’area adibita a campo di grano. In una recente intervista l’artista Agnes Denes ha descritto con queste parole il significato del suo progetto: “Il campo di grano vuole essere un’intrusione nella City, un confronto con quello che pensiamo essere l’alto grado di civilizzazione che abbiamo raggiunto. Wheatfield diventa una sorta di Shangri-la, un piccolo paradiso, un posto dell’infanzia, un pomeriggio d’estate in campagna, un luogo di pace e di valori perduti piantato dentro la grande città”. Manfredi Catella, presidente della Fondazione Riccardo Catella, spiega che l’idea è nata perché quello spazio sarebbe rimasto vuoto durante l’Expo e che la creazione di un campo di grano in quel punto avrebbe sicuramente avuto un grande valore sia per la manifestazione in quanto tale, sia per la città di Milano e per l’Italia in generale, perché questo progetto comunicherà Milano in tutto il mondo e segnerà un momento importante per il Paese.

Photo Credits: Fondazione Riccardo Catella

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