Caso Report contro Moncler, ecco perché non verrà dimenticato

Nov 10, 2014 | scritto da:

Lo scorso 2 novembre è andata in onda su Rai Tre “Siamo tutti ochel'inchiesta di Report, a firma di Sabrina Giannini, sul brand italiano Moncler, noto nel mondo per la produzione di piumini di lusso, in particolare sul modo in cui l’azienda si approvvigiona delle piume, della feroce e illegale pratica della "spiumatura" sulle oche vive, del risparmio sulla manodopera con conseguente perdita per i lavoratori italiani a causa della delocalizzazione spinta persino in territori non riconosciuti dall’ONU.

Secondo alcuni il polverone di polemiche sollevatosi dopo la messa in onda dell’inchiesta di uno dei programmi più seguiti del servizio pubblico televisivo italiano è destinato ed essere dimenticato in fretta. Altri, invece, considerano l’ipotesi che ad oggi le imprese, per la loro stessa sopravvivenza e per la lungimiranza del loro business, devono essere in grado di confrontarsi con i cambiamenti che l’economia ed il mercato stanno subendo e quindi familiarizzare con temi come la sostenibilità della produzione, la salvaguardia ambientale, gli squilibri economici e geografici, lo sviluppo etico. Il consumo è sempre più guidato da valori e scelte ideologiche, che pongono attenzione ad aspetti etici e si possono tradurre in una penalizzazione pesante dei comportamenti sbagliati dell’azienda da parte del mercato. Senza necessariamente riferirsi a catastrofici boicottaggi di massa, il rischio di perdere definitivamente una forse piccola ma reale fetta di consumatori è altissimo.

Come è prevedibile, sui social si è scatenata la protesta e gli effetti sono stati devastanti. Twitter si conferma il più forte canale di viralizzazione della reputational crisis con circa 3.000 tweet aizzati contro il brand, con insulti e critiche feroci. La maggior parte di questi utenti probabilmente non era il target di riferimento di Moncler e, come alcuni penseranno, non è la tipologia di interlocutore di cui Moncler deve occuparsi. Ma ne siamo sicuri? Anche il ruolo del marketing è cambiato e tra i suoi principali obiettivi c’è quello di creare valore non soltanto per i potenziali clienti, ma per la società in generale. E’ sulla relazione che si costruisce con essa che si possono mantenere solidi risultati economici.

I tre elementi emersi ed analizzati con cura nel servizio di Report sono stati come spine nel fianco ed hanno causato non pochi problemi all’azienda, ledendo la sua brand reputation, facendo registrare una caduta notevole dei titoli azionari e dimostrando come neanche un brand di lusso affermato, con un background solido, può ignorare il circolo virtuoso di valori innescato da questi cambiamenti.

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