Che cos'è l'archigianato?

Aug 17, 2015 | scritto da:

Ed ecco che spunta una nuova parola, l’archigiano, in una nuova epoca… quella dei giovani laureati artigiani o dei giovani artigiani laureati. Poco importa il giro di parole, l’importante è il trait d’union tra lo studio teorico universitario e il mondo dell’handmade che, congiungendosi, generano un mix di cultura, tecnica, innovazione e creatività straordinario. Senza dimenticare che siamo la generazione “ambientalista” e i progetti degli archigiani hanno alla base proprio una spiccata filosofia ecologista.

E dopo una prolissa introduzione ecco qualche esempio di archigianato. 

Iniziamo con Adriana Santanocito e Enrica Arena, fondatrici di Orange Fiber, una startup che sviluppa filati innovativi e vitaminici dagli agrumi attraverso il riutilizzo di tonnellate di sottoprodotto dell’industria agrumicola italiana. In poche parole, dagli scarti delle arance viene estratta la cellulosa per la filatura e attraverso le nanotecnologie l’olio essenziale di agrumi viene incapsulato e fissato sui tessuti. E così inizia un processo di rottura delle microcapsule presenti nel tessuto, in modo graduale, che provoca il rilascio delle vitamine sulla pelle. Insomma, filati sostenibili e pelle morbida e profumata tutto in una volta!

Chiara Zuliani e Manuela Rigon, invece, si sono conosciute allo IUAV di Venezia e hanno iniziato una collaborazione sfociata nelle CreazioniZuri, una linea di gioielli realizzata interamente in carta e cartone recuperati. Le due giovani archigiane combinano la produzione industriale con quella manuale. Infatti, la base di ogni loro pezzo è costituita da dischetti di carta e cartone di vari diametri, spessori e colori che vengono tagliati industrialmente, uniti manualmente con ago e filo e modellati per creare gioielli unici.

In griko (dialetto parlato dalla minoranza linguistica greca del Salento) “sikalindi” significa fico d’india, ma Sikalindi è anche un un’azienda del Salento che produce mobili e complementi d’arredo attraverso l’uso della fibra legnosa del fico d’india! Le foglie della pianta sono destinate a marcire nelle discariche ma Marcello Rossetti ha trovato una soluzione innovativa. Dopo vari tentativi in laboratorio ha scoperto il procedimento di estrazione della fibra dalle pale ancora verdi, appena potate..da queste Marcello ricava una fibra incredibile per i complementi di arredo.

Gli archigiani sono tantissimi, voi ne conoscete qualcuno?

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