Chi era e perché è stato ucciso Cecil, il leone dello Zimbabwe

Aug 01, 2015 | scritto da:

WALTER PALMER, CACCIATORE DI TROFEI STATUNITENSE, HA UCCISO, SCUOIATO E DECAPITATO CECIL, LEONE SIMBOLO DELLO ZIMBABWE.

Chi era Cecil? Era un leone (Panthera leo) di tredici anni, principale attrazione del parco nazionale di Hwange, in Zimbabwe, così famoso forse anche grazie alla sua peculiare criniera nera. Viveva protetto in questo parco, dove è diventato padre di sei cuccioli e lottava per mantenere gli equilibri del suo ecosistema.

Il corpo di Cecil è stato trovato fuori dalla riserva, scuoiato e decapitato, nelle prime settimane di Luglio, anche se le autorità ne hanno dato notizia solo pochi giorni fa. Il felino sarebbe stato attirato fuori dei confini dell’area protetta con un’esca, per ucciderlo senza effettivamente violare la legge, e ferito con una freccia. Qui è cominciato il “divertimento” del cacciatore che avrebbe braccato per oltre quaranta ore il leone ferito prima di trovarlo e ucciderlo in uno scontro impari, con un colpo di fucile. Il cacciatore di trofei sarebbe stato aiutato da due guardie del parco, debitamente corrotte con 50 mila dollari.

Lo Zimbabwe ha perso il simbolo del paese e subito un grave danno economico: il parco, infatti, incassa circa ottomila dollari al giorno grazie all’afflusso turistico. I cuccioli hanno perso il padre che li avrebbe protetti dagli altri maschi dominanti. “Questi ultimi non permetteranno mai che restino in vita, nel tentativo di conquistare le tre leonesse di Cecil” - ha affermato Johnny Rodrigues, a capo della Zimbabwe Conservation Task Force. Il suo carnefice è un dentista del Minnesota, Walter Palmer, noto cacciatore di trofei. Lui ha lasciato il paese subito dopo, ma le autorità dello Zimbabwe hanno arrestato Theo Bronkhorst, cacciatore professionista e fondatore del Bushman Safaris Zimbabwe, e due guardie del parco che avrebbero aiutato il cacciatore. La caccia a Palmer è in corso, ma non pagherà mai abbastanza per aver commesso un’uccisone così crudele e così inutile, Gramellini lo definisce il cretino della savana e scrive: “qualcuno si lamenta: possibile che la sorte di un leone della savana ci strazi il cuore più di quella di un bambino che salta sopra una mina? Naturalmente no. Ma le guerre sono fenomeni complessi di fronte ai quali, purtroppo, ci si sente spettatori impotenti. Mentre un cretino singolo che va a rompere pesantemente le scatole alla natura per farsi una foto da mostrare agli amici durante un picnic in Minnesota ci appare una minaccia più contenuta e arginabile”, stupida, inutile ed ugualmente insopportabile, aggiungerei io. Mi scontro sempre con il male, quando questo è “gratuito” e rincorre una forma perversa di piacere, per me è pericoloso e insopportabile.

 

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