Ciliegi in fiore. Un tripudio di nuvole bianche dall’Italia al Giappone

Apr 04, 2014 | scritto da:

 

In questi giorni mi guardo intorno e mi sento immersa in nuvole bianche. Innumerevoli varietà di susini selvatici, meli, peri, biancospini, ciliegi nei campi e nei giardini, tutto è un tripudio di delicate chiome rotondeggianti, cariche di profumi e dense di api ronzanti.

Il ciliegio è tra le specie di rosacee forse quella a cui sono dedicate più attenzioni: da tempi antichi i poeti cinesi e giapponesi cantano la sua meravigliosa fioritura, che in Giappone dal VII secolo d.c. dà luogo ad un vero e proprio rito conosciuto come Hanami, letteralmente “contemplazione dei fiori”.

Tutto il Paese monitora attentamente le condizioni meteorologiche, previsioni precise vengono fornite dai media sui tempi di fioritura in ogni città e regione: tutti vogliono essere sicuri di poter celebrare il magico momento dei fiori che sbocciano, massima offerta dei Sakura (ciliegi) al cielo. Anche in Italia, al parco dell’Eur di Roma, la “passeggiata del Giappone” offre in questi giorni la possibilità di godere di questo spettacolo suggestivo, come si vede nelle foto pubblicate nella pagina Facebook dedicata.

Il fiore del ciliegio ha la particolarità di non sfiorire: i suoi petali si dissolvono nel vento prima di esser rovinati dal tempo. Questa sua qualità lo ha reso nella tradizione giapponese il simbolo del samurai, dello splendore della sua esistenza e al tempo stesso della sua incertezza e fugacità: un soffio di vento può bastare a far volare via i petali, come il colpo di una spada può in un solo istante metter fine alla vita di un guerriero. Ma la fioritura del ciliegio che colora di rosa pallido strade e colline rappresenta anche la bellezza e la rinascita.

Nella tradizione contadina giapponese coincideva con il periodo della semina del riso e serviva a fare pronostici sul futuro raccolto. Ai piedi di questi alberi tanto preziosi per il loro valore simbolico venivano lasciate offerte di saké per lo spirito divino che si credeva vi dimorasse.

Il rito dell’Hanami o Festa dei Ciliegi in fiore si è diffuso anche tra i ceti popolari del Giappone in epoca più recente (tra ‘700 e ‘800) e anche oggi è tanto sentita da provocare vere e proprie migrazioni di persone verso i luoghi migliori per godere di questo spettacolare momento di rinascita primaverile: parchi urbani, giardini di templi, colline e boschi in questo periodo sono più popolati che mai, un’occasione che diventa conviviale con pic nic all’ombra degli alberi in fiore. I parchi si popolano di bancarelle con specialità culinarie, si balla e si canta sotto i ciliegi in fiore fino a notte, quando gli alberi si illuminano di lanterne di carta creando un’atmosfera suggestiva.

Il silenzioso osservare la fioritura nella sua pura essenza apre alla possibilità di cogliere la spontaneità di ciò che c’è. Una meditazione ad occhi aperti che rigenera corpo e mente e rinsalda il collegamento con il ritmico pulsare della vita nella natura... bellezza e caducità si alternano e scandiscono la danza dell’esistenza. Un’irrefrenabile gioia pervade chi riesce a sedere sotto un ciliegio in fiore (ma perché non anche un melo, o il pero della mia vicina, ... ) e semplicemente lasciarsi esistere, godere della semplice bellezza della vita, che come i fiori è delicata ed effimera, e proprio per questo, forse, così affascinante e meravigliosa.

 

Photo credits: dragonbear.hubpages.com

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