“Ciò che è vivo – culture tour” un progetto per coniugare arte e mondo rurale

Apr 21, 2015 | scritto da:

Il progetto “Ciò che è vivo - culture tour” parte dall’idea e dalla voglia dell’artista Emanuela Ascari di sposare l’arte alla genuinità e alla sobrietà del mondo rurale ed agricolo che, in alcune realtà contadine italiane, si ispira ancora ai valori della natura e non sembra essere toccato dallo scorrere del tempo.

Il progetto è finalizzato all’esaltazione di quelle realtà contadine che ancora oggi credono nel valore della terra come bene comune e che per questo hanno visto nell’agricoltura di tipo biologico la soluzione migliore per lo sviluppo di qualsiasi attività agricola.

Si tratta di un progetto itinerante che coprirà quasi tutta Italia: Emanuela è partita ad inizio aprile per un viaggio a tappe che terminerà a maggio e che la porterà ad incontrare quegli agricoltori organici, biologici e biodinamici che si sono interessati al suo progetto nei mesi precedenti alla partenza e che le concederanno i loro terreni per ospitare la sua istallazione artistica.

«Sono in viaggio per l'Italia ad incontrare agricoltori organici, biologici e biodinamici nelle loro aziende, ecovillaggi, piccole comunità locali, portando in giro una frase realizzata in lettere di legno da posizionare nei loro terreni per il tempo del mio passaggio, per realizzare una sequenza fotografica di questi paesaggi: “ciò che è vivo ha bisogno di ciò che è vivo”» spiega Emanuela, la quale adatterà la sua permanenza in ogni singola azienda alla disponibilità dei suoi ospiti fermandosi generalmente per una o due notti per tappa.

Emanuela spiega che la frase dell’istallazione è la sintesi della visione organica dell’Agricoltura Biodinamica e che “in un contesto in cui la perdita di vitalità dei terreni e dei cibi coltivati e allevati in modo intensivo contribuisce alla progressiva degenerazione della biosfera e dell’uomo, questo pensiero manifesta una necessità e propone un cambio di prospettiva”.

«Il lavoro» spiega Emanuela «è in realtà anche un pretesto per conoscere realtà virtuose rispetto ad una modalità del vivere in relazione con l'ambiente, dal punto di vista ecologico, economico e di sostenibilità, per raccogliere e condividere conoscenze e pratiche legate al fare agricoltura, e per indagare la relazione tra l’uomo e la terra in modo diretto da chi la pratica, alla ricerca dei principi di una ecologia del pensiero necessaria all'uomo e all'ambiente».

Le realtà coinvolte sono quelle che si sono sentite in sintonia con il progetto o che si sono incuriosite: si tratta infatti di un viaggio alla ricerca di esempi virtuosi che, come atti di resistenza nei confronti di un sistema economico che privilegia altre logiche, si offrono quali modelli culturali di equilibrio con l’ambiente. Oltre ad essere un progetto artistico per valorizzare l’ambiente agricolo è anche un progetto sociale, un progetto che prevede prima di tutto uno scambio umano, un contatto con un mondo ben diverso dall’arte: l’opera è il viaggio stesso, è l’incontro, l’ospitalità, il dialogo, l’apertura alla conoscenza, la condivisione di un’ideale che permette di fare arte a contatto con la terra e la biosfera. «Oltre all'installazione temporanea che porto in giro e le fotografie che realizzerò nelle varie tappe» dichiara Emanuela «questo lavoro si genera dall'incontro e dallo scambio. È una ricerca che avrà una sua formalizzazione successiva, non so ancoraquale ma prenderà la forma delle realtà che incontrerò. Sicuramente sarebbe bello poterne fare una pubblicazione, passo dopo passo».

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