Cosa succede quando proviamo un orgasmo?

May 18, 2015 | scritto da:

Nel 1998 nasceva Sex and the City, la serie non provocò solamente scandalo: finalmente quattro donne in abiti alla moda parlavano di sesso davanti a un drink, svelando tabù e chiacchierando apertamente di sesso. Una mini-rivoluzione. La verità, però, è che gli orgasmi sono ancora un tabù e la conoscenza scientifica del fenomeno è limitata.

Il professor Barry Komisaruk, neuroscienziato della Rutgers Universit, in collaborazione con la nota sessuologa Beverly Whipple, ha passato decenni a studiare come gli orgasmi si impossessano letteralmente del nostro cervello. Gli esperimenti condotti hanno mostrato che nel cervello di entrambi i sessi si verifica una prevedibile serie di eventi. La stimolazione sessuale porta all’attivazione delle aree del cervello coinvolte nell’elaborazione del senso e del tatto. Ma altre aree non vengono coinvolte come il sistema limbico, responsabile dell’elaborazione della memoria e delle emozioni;  l’ipotalamo, legato al controllo involontario del corpo; e la corteccia prefrontale, implicata nel giudizio e nella capacità di risolvere problemi.

Nel momento in cui si raggiunge un orgasmo, “più di trenta sistemi primari del cervello si attivano”, dice Komisaruk. “Non si tratta di un evento separato e locale, non c’è nessuncentro dell’orgasmo’. È ovunque.”

Ricerche svolte precedentemente da Whipple e Komisaruk avevano suggerito che gli orgasmi e la stimolazione sessuale in generale potrebbero causare aumento della sopportazione del dolore. Komisaruk sospetta che ci sia un’attività inibitoria in determinate aree del cervello, in cui i neuroni che “si accendono” fanno parte di un network che blocca la percezione del dolore, piuttosto che trasmetterla. Mentre da alcuni esperimenti effettuati tramite la tomografia a l’emissione di positroni da un gruppo di ricercatori dell’Università di Groningen si riscontra, in corrispondenza di un orgasmo, una significativa diminuzione nell’attività dell’amigdala, una regione del cervello cruciale per la nostra percezione della paura, e in quella della corteccia orbito frontale, un’area responsabile del controllo degli impulsi.

Esiste una diffusa credenza risalente ai tempi del rapporto Kinsey, una serie di studi pubblicati negli anni Cinquanta da ricercatori di sesso maschile, in cui si sostiene che una donna possa provare un orgasmo solo in seguito alla stimolazione diretta del clitoride.

Per quanto molte donne hanno riferito di aver avuto anche orgasmi vaginali.

Whipple e Komisaruk  hanno scoperto nuove prove a sostegno di questa tesi. I due scienziati hanno scelto per i loro esperimenti donne che avessero il midollo spinale spezzato, e che fossero per questo paralizzate dalla vita in giù, e impossibilitate a ricevere qualsiasi trasmissione di stimoli dal clitoride. Queste donne erano ancora in grado di provocarsi un orgasmo, e le scansioni effettuate tramite risonanza magnetica funzionale hanno mostrato che i loro nervi vaghi – che connettono il cervello all’utero e alla cervice uterina senza passare per il midollo spinale – trasmettevano effettivamente gli stimoli dalla vagina.

Questo non significa che ci sia un organo specifico chiamato punto G – la cui esistenza è ancora solo ipotetica – ma conferma che anche la stimolazione di aree diverse dal clitoride possa condurre all’orgasmo.

Insomma è un campo ancora tutto da scoprire!

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