Costa Rica: stop ai combustibili fossili

Sep 02, 2016 | scritto da:

Sulle energie rinnovabili se ne dicono tante: inizialmente tutti si dimostrano favorevoli, poi iniziano ad arrivare i primi 'ma' e i primi 'però'. Una delle principali accuse mosse alle rinnovabili è quella di essere fonti energetiche troppo costose per uno stato moderno, il che in parte è vero però, per fortuna, c’è qualcuno nel mondo che ci dimostra che è possibile sostenere il proprio fabbisogno energetico facendo affidamento esclusivamente sulle fonti pulite: la Costa Rica.

Il piccolo stato centro-americano da oltre 113 giorni consecutivi, infatti, ha dato un taglio definitivo ai combustibili fossili e sta alimentando la sua rete elettrica solo grazie alle energie rinnovabili. L'anno scorso la Costa Rica aveva lasciato spente le centrali a fonti fossili per 285 giorni non consecutivi (di cui 75 consecutivi), superando il 99% di rinnovabili sulla domanda per la prima volta e anche nel 2016 lo stato continua la sua corsa alle rinnovabili. Utilizzando un mix di energia idroelettrica, eolica, solare e geotermica, il Paese ha prodotto oltre il 96% della sua energia da fonti non fossili dal 1 gennaio ad oggi. Per la precisione, di circa 5.050 Gwh di elettricità generata nei primi sei mesi dell'anno, il 69% è arrivato dall'idroelettrico, il 13% dal geotermico e il 12 % dal vento. Il resto è sole e biomasse.

Nei mesi di giugno, luglio e agosto la piccola nazione ha raggiunto il 100% di energie rinnovabili per un totale di 113 giorni consecutivi. Grazie alle intense precipitazioni, le centrali idroelettriche stanno generando da sole quasi tutta l’energia elettrica che serve per alimentare il Paese e, con l’aiuto dell’energia geotermica, solare ed eolica, non c’è bisogno di carbone o di petrolio per tenere le luci accese. Naturalmente la Costa Rica ha molti vantaggi: è un paese piccolo (conta meno di cinque milioni di abitanti), la sua industria manifatturiera non richiede molta elettricità e la presenza sul territorio di molti vulcani e altre caratteristiche topografiche sono adatte allo sfruttamento delle energie rinnovabili. La scarsa presenza di industrie pesanti, con un'economia basata prevalentemente su turismo e agricoltura, e la mancanza di un settore della difesa che possa assorbire risorse economiche (il Paese ha rinunciato ad avere un esercito nel 1948) completano il quadro particolarmente fortunato dal punto di vista energetico. Certo, emissioni di CO2 arrivano ancora, per esempio, dalle auto, ma lo stato vorrebbe diventare 'carbon neutral' entro il 2021, cioè emettere tanta CO2 quanta ne assorbe.

 

 

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