Dalla California è Parklet-mania: parcheggi trasformati in oasi urbane

Sep 21, 2015 | scritto da:

A settembre si celebrano i Park(ing) Days: l’iniziativa, lanciata nel 2005 dallo studio di design californiano Rebar si è poi diffusa in molte parti del mondo e ha lo scopo di attirare l’attenzione sugli utilizzi alternativi degli spazi pubblici urbani. E così, dalla prima installazione nel centro di San Francisco, con panchine e un tappeto di erba disposti su uno spazio normalmente riservato al parcheggio delle auto, è esplosa la creatività del cosiddetto parklet.

 

 

 

Parklet è un neologismo che indica uno spazio ricreativo corredato di panchine, tavoli, talvolta anche stalli per biciclette, ricavato da piazzole di sosta per automobili, che incrementa la possibilità per le persone di trovare uno spazio dove potersi fermare senza per questo toglierlo ai marciapiedi. Il concetto è chiaro: prima vengono le persone, poi le automobili.

 

 

Qualche settimana fa la municipalità di San Paolo, Brasile, ha recepito lo spirito dell’iniziativa con un decreto che istituzionalizza la creazione e la manutenzione dei parklet. Chiunque, che sia un privato cittadino o un esercizio commerciale, può richiedere di installare un parklet in una via cittadina, a patto che questo soddisfi determinati requisiti. Un punto fondamentale è che i parklet siano spazi sempre pubblici e liberamente accessibili: non possono quindi essere acquisiti e utilizzati a scopi puramente privati dal costruttore.

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