Dalla Svezia arriva la cyborg rosa

Nov 25, 2015 | scritto da:

“È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. Magari Antoine de Saint-Exupéry e il suo Piccolo Principe, sentendo questa loro frase adattata a quello stiamo per raccontare, non sarebbero così contenti, ma di certo i ricercatori del Laboratory for Organic Electronics dell’Università di Linköping in Svezia sono molto soddisfatti dopo due anni di sperimentazioni e studi passati proprio su una rosa.

La ricerca, pubblicata sul magazine ‘Science Advances’ qualche giorno fa, unica nel suo genere, mostra come sia stato possibile creare cyborg rose viventi con all’interno dei circuiti elettronici. Molto probabilmente, difficilmente assoceresti la parola cyborg a dei fiori, ma a quanto pare è tempo di cambiamenti, anche perché il team vede diverse possibilità di successo e di svolta nel progetto come la sorveglianza e la regolazione della crescita delle piante e un potenziale da utilizzare per creare energia rinnovabile a partire dalla fotosintesi clorofilliana.

L’idea è stata di introdurre dei polimeri conduttori all’interno del sistema stesso della pianta, così da utilizzare la sua architettura biologica. I polimeri, una volta dissolti nell’acqua, sono posti a contatto con il gambo delle rose per essere completamenti assorbiti dallo xilema, il canale vegetale che porta acqua alle foglie. I ricercatori ci tengono a sottolineare che: “Finalmente possiamo cominciare a parlare di ‘centrali vegetali’ - possiamo mettere sensori negli impianti e utilizzare l'energia prodotta dalla clorofilla, produrre antenne verdi o nuovi materiali. Tutto avviene in modo naturale, utilizzando proprio i sistemi unici e avanzati delle piante”.

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