Deforestazione linguistica, le lingue spariscono come le foreste

Jun 12, 2014 | scritto da:

 

Perdita della biodiversità: crescita della popolazione, inquinamento, riscaldamento globale, cambio climatico, deforestazione, desertificazione, innalzamento delle acque. La lista è ancora lunga e il risultato palese di questo insieme di dolci parole è perdita della biodiversità. Ma non solo. Mentre alziamo le spalle indifferenti di fronte alla minaccia di estinzione del 21% di tutti i mammiferi, il 13% degli uccelli, il 15% dei rettili e il 30% degli anfibi, ad essersi estinte sono anche 400 lingue parlate nel mondo.

Secondo un rapporto scritto da Jonathan Loh e David Harmon della Zoological Society di Londra c’è una stretta correlazione tra le variazioni ambientali locali, l’estinzione delle specie, e la scomparsa delle lingue. "Ci sono analogie straordinarie tra diversità linguistica e biodiversità", dice Loh, “entrambi sono prodotti dell'evoluzione e si sono evoluti in modi molto simili, ed entrambi si trovano ad affrontare una crisi di estinzione." Non è facile comprendere il legame tra i due eventi ma è possibile che sia la maggiore biodiversità a supportare una maggiore diversità culturale. La spiegazione sembra essere che sia la diversità biologica che culturale dipendono dagli stessi fattori ambientali come temperatura e precipitazioni.

Quasi tutte le lingue minacciate sono parlate da popolazioni indigene e oltre al linguaggio anche la conoscenza tradizionale di queste culture è stata dimenticata. I nomi, la preparazione di medicinali, i metodi di allevamento, la pesca e la caccia stanno scomparendo, per non parlare della vasta gamma di credenze e pratiche spirituali e religiose, che sono diverse e numerose quanto le lingue stesse. Loh e Harman sostengono che se si vuole salvare la natura può essere fondamentale conservare le culture: "Il vasto bagaglio di conoscenze che si è evoluto e accumulato in decine di migliaia di anni potrebbe andare perso nei prossimi 100 anni", dice Harman.

Migrazioni, globalizzazione, consumismo portano all’estinzione di popoli indigeni, quei popoli che ad oggi hanno conservato la natura anche per noi e che ora stanno svanendo. Forse linguisti, etnologi e ambientalisti dovrebbero lavorare insieme se non per cambiare un cataclisma da cui non si può tornare indietro, quantomeno per mettere un freno all’appiattimento non solo della biodiversità ma anche della cultura umana.

 

Photo credits: melaverde.com

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