Diario di un agronomo: Cacciamo le mafie un albero alla volta

Apr 07, 2016 | scritto da:

9 terreni confiscati alla camorra, 3.100 alberi da frutto a Scampia, 2.000 viti sulle pendici del Vesuvio, più di 5 cooperative sociali coinvolte, 30 anni di lotta alla malavita organizzata, centinaia di volontari da tutta Italia. Sono questi i numeri dei nuovi progetti Treedom a Napoli, nati sulla scia del nostro impegno sociale in Sicilia con Libera Terra, dove piantiamo aranci e ulivi nei terreni confiscati a Cosa Nostra. Obiettivo: seminare speranza e cacciare la malavita a suon di alberi.

Sono appena tornato dalla site visit campana e sono rimasto piacevolmente stupito da ciò che ho incontrato: un vivace fermento di associazioni che si sono unite per affrontare assieme un duplice impegno, quello di tutelare l’ambiente dal degrado e i giovani dalla malavita. Come? Ovviamente piantando alberi.

Nei terreni di Chiaiano, accanto a Scampia, i filari di peschi “Zengara nera”, prugne “Zuccarine”, ciliegi, ulivi e limoni ridanno valore e dignità ad una terra che fino a pochi anni fa era in mano alla camorra. Adesso invece è un luogo di ritrovo e di reinserimento socio-lavorativo di giovani volontari, ex tossicodipendenti o detenuti che hanno deciso di scontare i loro ultimi mesi di pena contribuendo alla riqualificazione di quelle colline, producendo vino, marmellate e limoncello. “Solo dando speranza e lavoro ai giovani è possibile togliere terra fertile alla camorra. Solo agendo nel territorio è possibile indebolirla”, afferma Ciro della Coop. (R)esistenza Anticamorra, mentre ci mostra i filari di viti di uva Falanghina che stanno cominciando a germogliare.

Ci avviciniamo al Vesuvio, più precisamente ad Ottaviano, dove si erge maestoso il Castello Mediceo, confiscato nel 1991 al boss della camorra Raffaele Cutolo. Nelle decine di ettari ora di proprietà del Comune di Ottaviano, ai confini del Parco Nazionale del Vesuvio, la Coop. Sociale Ottavia lavora con i ragazzi diversamente abili piantando alberi di meli, albicocchi, gelsi e azzaruoli. L’obiettivo è creare un Giardino della Memoria dedicato alle vittime innocenti per mano della camorra e del terrorismo.

Proprio mentre mettevamo a dimora un bellissimo pero, in memoria delle vittime di Bruxelles, ho realizzato ancora una volta quanto sia potente ed efficace l’atto di piantare un albero, come simbolo di speranza e crescita: piantiamo un albero perché intimamente sappiamo che un giorno quell’albero fiorirà e darà buoni frutti. Lottiamo quotidianamente contro le ingiustizie perché prevediamo di vincere contro la prepotenza della malavita e il degrado ambientale.

 

 

Sono Niccolò, l’agronomo di Treedom.

“Il mio lavoro mi porta lontano, dall’Africa al Sud America, per condividere le mie conoscenze legate al mondo dell’agricoltura con le popolazioni locali. Insieme ci prendiamo cura degli alberi che, se vorrai, potrai adottare. Questo diario serve per raccontarti i miei viaggi e portarti consigli da mondi lontani”.

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