Diario di un agronomo: L’orto di Treedom dà i suoi frutti

Jun 26, 2015 | scritto da:

Ciao sono Niccolò, uno degli agronomi di Treedom. Il mio lavoro mi porta lontano, dall’Africa al Sud America, per condividere le mie conoscenze legate al mondo dell’agricoltura con le popolazioni locali. Insieme ci prendiamo cura degli alberi che, se vorrai, potrai adottare. Questo diario serve per raccontarti i miei viaggi e portarti consigli da mondi lontani.

 

La terra è bassa, sì, ma non sempre vuole l’uomo morto. Certo, un po’ di fatica, nelle prime fasi di vangatura e di riporto della terra, l’abbiamo fatta, ma ora che osservo il risultato capisco perché si dice che, nonostante tutto, l’orto dà delle grandi soddisfazioni. Soddisfazioni che sorgono spontanee quando c'è un bel lavoro di gruppo dietro: ognuno si è sentito partecipe e coinvolto in un'attività che riesce a riunire davvero tutti, addirittura il reparto creativo e quello commerciale (litigiosi come il cane e il gatto!).

Camminando lungo il sentierino che attraversa i nostri 20 metri quadrati d’orto, mi inserisco tra le due file di pomodori fiorentini, ciliegini e San Marzano, che già producono frutti a ripetizione, ogni giorno. Lego i rami al bambù, stacco qualche rigetto basale e colgo i pomodori già maturi. I peperoni, cetrioli, zucchine e le melanzane invece sono ancora un po’ indietro, ma stanno fiorendo, quindi manca poco. I sedani crescono rapidamente, e si confondono tra il prezzemolo. I peperoncini li ho provati, e me ne sono già pentito. Le lattughe sono alla seconda mandata, cioè dopo aver già mangiato quelle piantate ad aprile adesso stanno crescendo quelle che avevamo seminato lì accanto, nel "vivaio d'insalate". Le tante erbe aromatiche, lungo il muro, sprigionano aromi accattivanti, soprattutto durante l'irrigazione: lo dobbiamo alla lavanda, alle mente e salvie, al basilico, al rosmarino, al timo e all'origano. Tra le piante esotiche stiamo coltivando addirittura la stevia, la pianta sudamericana dolcificante.

Per quanto riguarda gli scalogni e le cipolle...un disastro. Probabilmente il terreno era troppo argilloso e umido, o le abbiamo colte troppo presto, non s'è capito. Fatto sta che non finiranno nelle nostre insalate, ma le abbiamo messe a concimare il terreno!

Infine, a voler dimostrare che la natura non sempre è così ermetica, abbiamo anche qualche cavolo nero, cappuccio e verza, notoriamente invernali!

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