Diario di un agronomo: Mangrovie, le piante che camminano

Apr 01, 2015 | scritto da:

Ciao sono Niccolò, uno degli agronomi di Treedom. Il mio lavoro mi porta lontano, dall’Africa al Sud America, per condividere le mie conoscenze legate al mondo dell’agricoltura con le popolazioni locali. Insieme ci prendiamo cura degli alberi che, se vorrai, potrai adottare. Questo diario serve per raccontarti i miei viaggi e portarti consigli da mondi lontani.

 

È stupefacente assistere alla piantumazione delle mangrovie in Casamance, la regione tropicale deltizia nel sud del Senegal. Decine di uomini e donne, uno accanto agli altri, inchinati con le mani nel terreno fangoso, durante la bassa marea. Il fiume Casamance sullo sfondo, e le foreste tropicali tutte intorno. Il sole, come sempre, sulla testa. Il mio compito è quello di percorrere i filari di queste meravigliose piante d’acqua salmastra e di fotografarne una ad una, inchinandomi anch’io per inquadrare la piantina da vicino. Attendendo la bassa marea, perché altrimenti mi toccherebbe nuotare, mi tolgo le scarpe e preparo il GPS, con cui oltre a fare le foto, geolocalizzo ogni pianta. Poi comincia lo zig zag, con i piedi che affondano su un manto vellutato d’argilla e pieno di conchiglie e paguri, fino all’arrivo dell’alta marea.

La mangrovia sopravvive bene in ambiente salmastro, quindi predilige le aree deltizie in cui l’acqua di mare si mescola a quella di fiume, e oltre ad essere esteticamente bella e particolare, con quelle lunghe e intricate radici superficiali che le permettono di trattenere terra e nutrienti, fornisce ospitalità ad una grande biodiversità di organismi, dagli uccelli, che si riparano tra le fronde, fino ai pesci e ai molluschi, che hanno bisogno di luoghi sicuri dove deporre le uova e riprodursi, tanto che viene chiamata “ la tata del mare”.

Un altro modo per chiamarle è “gli alberi che camminano” o “gli alberi che abbracciano” perché hanno un apparato radicale talmente ampio e complesso che col tempo formano dei piccoli isolotti di sabbia e detriti che si espandono a seconda della corrente, fino a dare l’impressione di spostarsi letteralmente sulla superficie.

E incredibile quanto sia importante la riforestazione di questa specie considerata ormai in via di estinzione. Un recente studio della FAO rivela che le mangrovie sono una specie in via d’estinzione, a causa dell’agricoltura, dell’abbattimento del legname e dell’inquinamento delle acqua dolci. Sempre secondo questi studi, pare che dal 1980 sia scomparso il 20% delle foreste di mangrovie nel mondo, mentre il 38% del disboscamento è collegato alla crescita delle aziende per l’allevamento dei gamberi.

 

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