Diario di un agronomo: Progetto Haiti, l'unione fa la forza

Oct 21, 2015 | scritto da:

Ciao sono Niccolò, uno degli agronomi di Treedom. Il mio lavoro mi porta lontano, dall’Africa al Sud America, per condividere le mie conoscenze legate al mondo dell’agricoltura con le popolazioni locali. Insieme ci prendiamo cura degli alberi che, se vorrai, potrai adottare. Questo diario serve per raccontarti i miei viaggi e portarti consigli da mondi lontani.

 

Haiti. 10 anni fa. Le piogge intense, abbattendosi sui versanti del monte Macaya, nel Dipartimento Sud, e non trovando alcun tipo di barriera naturale, scorrono in superficie, riversandosi nei canali erosivi. Questi abbozzi di torrenti, rapidi e ripidi, fiancheggiano e perimetrano enormi masse rocciose le quali, una volta destabilizzate e attivate da piogge prolungate o dai frequenti terremoti, possono "mollare la presa", trasformandosi in frane, cioè in un pericolo per le persone che vivono nelle vicinanze.

Haiti. Oggi. Una forza composta da 10 organizzazioni di agricoltori, sostenuta da Treedom e dalla ONG AVSI, è attiva con l'obiettivo di piantare alberi in quelle aree rurali di Les Cayes che prima rappresentavano una minaccia e che adesso sono l'emblema della speranza e del riscatto. Infatti assieme alle specie forestali, che stabilizzano i terreni dall’azione erosiva delle acque sul lungo periodo, vengono piantati alberi da frutto e caffé, associati a colture annuali di patate dolci, fagioli, mais, peperoncino e cavoli, che garantiscono un reddito alternativo per i contadini che le mantengono. Ai benefici ambientali e sociali se ne aggiungono altri: grazie agli incentivi generati dal progetto le organizzazioni possono dotarsi di  nuove sementi e di beni strumentali come le cisterne per raccogliere e conservare le acque piovane.

 

Area di piantumazione in pendenza

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