Diario di un agronomo: sai cos’hanno di speciale i manghi in Senegal?

Jan 21, 2015 | scritto da:

Ciao sono Niccolò, uno degli agronomi di Treedom. Il mio lavoro mi porta lontano, dall’Africa al Sud America, per condividere le mie conoscenze legate al mondo dell’agricoltura con le popolazioni locali. Insieme ci prendiamo cura degli alberi che, se vorrai, potrai adottare. Questo diario serve per raccontarti i miei viaggi e aiutare il tuo pollice a diventare sempre più verde.



Immagina una distesa verde a perdita d’occhio, interrotta solamente da sinuosi meandri fluviali che, come serpenti, si attorcigliano attorno alle isole di mangrovie e immensi alberi tropicali. E’ la regione del delta del fiume Casamance, nel sud del Senegal. Adesso immagina un villaggio sorto sull’incrocio delle due strade asfaltate che portano una verso la costa atlantica, l’altra fino in Gambia. Il villaggio si sviluppa sulla riva sinistra di una delle centinaia di interdigitazioni del fiume principale, e per questo viveva fino a poco tempo fa esclusivamente di pesca. Si chiama Diouloulou, ed è qui che Treedom affianca APAD e l'ONG COSPE nella piantumazione degli alberi.

Nata nel 1987 dalla necessità dei piccoli produttori locali di unirsi per avere un maggior impatto sul mercato locale, APAD è un’organizzazione di produttori che lavora nella promozione della silvicoltura fruttifera, apicoltura e nella commercializzazione dei prodotti per la salvaguardia dell’ambiente e per uno sviluppo sostenibile delle comunità rurali in cui opera. E’ costituita da circa 200 membri, uomini e donne, che partecipano con passione alla piantumazione delle specie arboree e alla trasformazione dei prodotti. E’ appassionante la dedizione e la serietà con cui il gruppo di donne lavora per soddisfare un mercato solidale in crescita e per trovare continuamente nuove ricette per offrire una sempre maggior varietà di prodotti trasformati. Da poco si stanno addirittura cimentando nelle pomarole! La struttura è dotata di un magazzino per lo stoccaggio, stanza frigo, sala vendita e le sale adibite alla trasformazione della frutta. All’esterno si aprono 3 ettari di frutteto con 24 varietà di manghi, 7 specie di agrumi, papaye, anacardi - controlla sul tuo profilo, uno di questi potrebbe essere il tuo - e altre specie tropicali.

Durante il monitoraggio degli alberi ho avuto modo di percorrere in lungo e in largo i terreni riforestati, e di parlare con i contadini che gestiscono gli alberi e ne curano la crescita, l’irrigazione, la raccolta e le eventuali potature. Proprio sull’irrigazione vorrei consigliarti il metodo, molto utilizzato nei paesi tropicali, dell’irrigazione a goccia, che grazie a tubi forati disposti a reticolo lungo i filari permette di concentrare l’acqua direttamente sulle radici delle piante e quindi di risparmiarla.

Se invece vuoi risparmiare acqua in casa, puoi irrigare il tuo vaso di rose facendo dei piccoli buchi sul tappo di una bottiglia di plastica.
Le togli il fondo, la rovesci, la riempi d’acqua, la inserisci nella terra accanto alla pianta, e il gioco è fatto!


Sambou, coltivatore di manghi, mi accompagna nel suo terreno. Assieme ci fermiamo accanto ad ogni alberello, appena messo a dimora. Faccio la foto a quella che è ancora una giovane pianta e registro sul gps le sue coordinate, così chi di voi la adotterà potrà vederla crescere “a distanza”. E’ un lavoro che si fa in silenzio, con pazienza e metodo e un cappellino, e questo a Sambou piace. Quando abbiamo voglia di chiacchierare, ci raccontiamo le nostre rispettive vite, in Italia e in Senegal. Una mattina, lungo il filare di Gmelina (o Beechwood), esotica pianta dai fiori gialli e le foglie a cuore, Sambou mi racconta della sua esperienza con APAD: “ Mi è stata data la possibilità di piantare degli alberi di mango e altre varietà. E’ da tanto che io e mia moglie volevamo rendere produttivo il nostro pezzettino di terra, ma senza un investimento non potevamo comprare gli alberi o costruire un pozzo per l’acqua da utilizzare nella stagione secca”.


Selfie con Sambou (non sembra ma stava sorridendo!!)

Nel periodo in cui sono stato lì abbiamo piantato circa 2000 alberi, ne abbiamo registrati altrettanti sul gps e non so per quanti chilometri ho camminato nelle pianure fluviali della Casamance. Tornerò presto a ripercorrere quei viottoli sterrati che sembrano non finire mai, per raggiungere luoghi incontaminati dove molte giovani foreste stanno crescendo indisturbate. Attendo con trepidazione il momento in cui rincontrerò quelle persone che mi hanno accompagnato. Nel frattempo rivivo tutte quelle sensazioni e mi auguro che ti arrivino emozionanti come le ho vissute io!

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