Diario di un agronomo: Un Natale, Mille Tradizioni

Dec 18, 2015 | scritto da:

Ciao sono Niccolò, uno degli agronomi di Treedom. Il mio lavoro mi porta lontano, dall’Africa al Sud America, per condividere le mie conoscenze legate al mondo dell’agricoltura con le popolazioni locali. Insieme ci prendiamo cura degli alberi che, se vorrai, potrai adottare. Questo diario serve per raccontarti i miei viaggi e portarti consigli da mondi lontani.

 

Per quanto ci ostiniamo a ripetere che il Natale sia la festività più tradizionale dell’anno, in realtà è il connubio di molte tradizioni, alcune sicuramente Mediterranee, altre provenienti da tempi e luoghi molto diversi.

Mi è capitato di passare natali in lidi che di natalizio avevano ben poco, e dove le persone nemmeno avevano mai visto la neve o un abete. Nonostante ciò, lo spirito natalizio si è ormai diffuso in tutti gli angoli del globo, confondendosi, mescolandosi e a volte sostituendosi alle tradizioni autoctone. Talvolta con buoni risultati:

in Africa il Natale solitamente coincide con la fine della raccolta del cacao, motivo per cui non in tutti i paesi africani si festeggia il 25 dicembre, ma anche il 7 Gennaio, secondo il rito della Chiesa Copta ortodossa. L’albero di Natale è uno dei simboli della festività, anche se normalmente, per ovvie ragioni climatiche, si addobba la palma. I piatti tradizionali vanno dall’arrosto di capra al riso giallo con uva passa e frittelle di pane.

Negli Stati Uniti d’America le tradizioni sono simili all’Europa, ma tutto più in grande: dall’enorme albero nel Rockefeller Center di New York all’ancor più enorme tacchino arrosto con verdure e salse di mirtilli. Le decorazioni tipiche, come in Europa, sono agrifoglio e vischio, anche se l’esuberanza degli americani li porta ad addobbare le case con popcorn e caramelle. Infine a tavola arriva il Mince pies, il cibo preferito di Santa Claus, ovvero una tortina di pasta frolla ripiena di frutta secca.

In America Latina le tradizioni sono molto simili all’America del Nord, tranne nella -"pagana" Bolivia, dove si festeggia il raccolto e la Pacha Mama, che non è la moglie di Babbo Natale. In Brasile si fa il Presepio, mentre in Messico si comincia a festeggiare con tequila e tamales (mais ripieno) dal Giorno della Vergine di Guadalupe, il 12 dicembre, fino all’Epifania. Insomma, tutto si ferma per un mese, tranne la digestione.

Il Natale in Giappone non è festa nazionale e la versione giapponese di Babbo Natale è Hotei-osho, un monaco Buddista, mentre in Cina il Natale è celebrato solo nelle grandi città, Shanghai e Pechino, ed è simboleggiato dall’ “albero di luce”, un albero di Natale originale addobbato con le classiche lanterne cinesi.

In Australia è il paradiso: il Natale cade in piena estate, Babbo Natale si trasferisce sui canguri e la gente, come da noi a Ferragosto, sta in spiaggia e mangia pesce. Mica male!

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