Diario di un agronomo: un viaggio in Senegal con Treedom - seconda parte

Feb 18, 2015 | scritto da:

Ciao sono Niccolò, uno degli agronomi di Treedom. Il mio lavoro mi porta lontano, dall’Africa al Sud America, per condividere le mie conoscenze legate al mondo dell’agricoltura con le popolazioni locali. Insieme ci prendiamo cura degli alberi che, se vorrai, potrai adottare. Questo diario serve per raccontarti i miei viaggi e portarti consigli da mondi lontani.http://treedom.net/it/blog/diario-di-un-agronomo

 

…Continua da Un Viaggio in Senegal con treedom – prima parte

24 Ottobre.

Ci spostiamo con Ismael, l’autista, a Kafountine, amena località di mare vicino alla foce del Casamance. Come spesso succede in Africa, soprattutto dopo un acquazzone, la macchina si impantana nel fango. Ci mettiamo d’impegno, e grazie ad un’auto di supporto e di altre 10 braccia riusciamo a spingere la macchina al secco. E’ qui che impari che gli imprevisti vanno previsti.

Seguono ore di bivacco, meritatissimo visti i ritmi serrati dei primi due giorni.

L’esperanto Lodge, gestito da una coppia di francesi, è un luogo davvero piacevole, con capanne e ristorantino tipico a circa 200 metri dal mare, a cui vi si accede passando da un traballante ponticino sospeso in mezzo alle mangrovie. Siamo gli unici turisti. Le spiagge sono larghe e lunghe, di sabbia bianca molto fine. Le onde sono alte ma si infrangono a largo ed il paesaggio è interrotto solo dalle dune del retrospiaggia.

25 Ottobre

Torniamo a Ziguinchor, sulle rive del fiume Casamance, e da lì nuovamente a Dakar. Tra una cosa e l’altra viaggiamo tutto il giorno. La serata a Dakar è quindi di riposo.

26 Ottobre, ultimo giorno.

Visitiamo L’isola di Gorée, davanti al porto di Dakar, molto pittoresca e amena, un dedalo di viuzze colorate e mercatini di giovani pittori locali. Una minuscola isola tranquilla, quasi paradisiaca, se non fosse per la storia che evoca la sua principale attrazione turistica, la Maison des Escalves. La Casa degli Schiavi, che in sostanza è un museo sulla schiavitù e sul commercio triangolare allestito proprio dentro quella che era una delle prigioni da dove salpavano le navi degli schiavisti, è un toccante luogo della memoria. Qui, nonostante i flash ed i brusii poliglotti delle centinaia di turisti locali e stranieri che giornalmente vi transitano, si percepiscono ancora gli echi di chi abbandonava ogni speranza, nel lungo viaggio senza ritorno verso le Americhe.

Concludo il viaggio in Senegal così, riflettendo sulla storia e quindi sull’ipotetico futuro di questo Paese, mentre il battello ci riporta nel caotico presente, a soli 20 minuti. E’ commovente vedere l’impegno e il sogno di un popolo che cerca giorno dopo giorno la sua strada, e che talvolta la trova, nonostante gli interessi e le pressioni esterne ancora asfissianti. La trova nell’entusiasmo delle giovani associazioni e organizzazioni di contadini e produttrici rurali, come APAD - con cui stiamo piantando migliaia di agrumi in Casamance - nella fiducia verso la collettività ed il lavoro comunitario, nell’enfasi con cui ogni giorno il direttore della Maison des Esclaves racconta la storia dell’isola. “Non abbiamo il petrolio, e questo ci salva”, sintetizza la nostra guida. E’ in parte vero, perché l’assenza di una risorsa così globalmente bramata evita strumentalizzazioni e, nei casi estremi, guerre fratricide, ma c’è dell’altro: è vivo il desiderio di ritornare – in molti casi di restare - alla terra, di coltivarla e goderne i frutti, e allo stesso tempo di arginarne la desertificazione, i cui effetti di inaridimento delle risorse sono spaventosamente evidenti, soprattutto nel nord del Paese. Con Treedom continueremo a fare il possibile perché tutto ciò sia possibile!

Pianta ora Scopri Treedom Business