È tempo di castagne! Conosci la loro storia?

Oct 21, 2014 | scritto da:

La castagna è la regina indiscussa dell’autunno, è senza dubbio è il frutto simbolo di questa stagione e, oltre ad avere un buon sapore, possiede anche diverse proprietà benefiche e nutritive (grazie alla vitamina B e al fosforo, contribuisce all’equilibrio nervoso e col potassio a quello della nutrizione). Per quanto riguarda le origini della pianta del castagno non è possibile fornire una data certa, ma alcuni ritrovamenti fossili attestano che dovrebbe derivare da un ceppo originatosi circa 10 milioni di anni fa in Asia, Europa e Americhe. Riguardo alla castagna, intesa come frutto commestibile, non è stata certo l’era moderna a scoprirne proprietà ed usi culinari, perché già nell’antica Grecia questo frutto era conosciuto ed utilizzato sia come gustoso alimento sia come un frutto sacro agli Dei (uno degli appellativi dato alle castagne era infatti “ghiande di Giove”, inoltre numerosi castagni crescevano sul divino Monte Ida nell’isola di Creta). Le prime testimonianze legate alla castagna risalgono addirittura al VI sec a.C., quando i Greci già sentirono l’esigenza di scrivere riguardo al potere lassativo e nutritivo di queste “noci piatte” che costituivano anche una merce di scambio per i popoli del Mediterraneo. Il castagno era chiamato dagli antichi anche “albero del pane” poiché essi producevano la farina di castagna e da questa, poi, il pane.

Anche nell’antica Roma il frutto era ben conosciuto e Plinio il Vecchio che si lancia in una dettagliatissima descrizione del frutto in ambito culinario, specificando anch’egli che la castagna veniva usata come surrogato del pane per i digiuni delle donne durante le feste legate ai culti femminili di Cibele, Iside e Cerere, in cui era proibito l’uso dei cereali e dunque veniva usato il pane di castagne. Sempre Plinio il Vecchio considera le castagne affini alle ghiande e si chiede perché la natura abbia nascosto e protetto con così tanta premura all’interno di una «cupola irta di spine» un frutto di «scarso valore».

Che sia o non sia un frutto di scarso valore adesso è il suo momento di gloria, buon appetito a tutti!

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