Eileen Fisher, moda 100% ecosostenibile

Nov 02, 2016 | scritto da:

Linee semplici, creative e un design gioioso per abiti senza tempo, lontani dai trend del momento, pensati per durare a lungo. Così Eileen Fisher nel 1984 fonda la sua omonima azienda, rivolgendo il suo lavoro a delle donne moderne, regalando un tipo di maglieria in lino organico, in alpaca, in cotone organico che si affianca a un denim totalmente eco-friendly. Negli oltre trent’anni di attività, oltre 60 negozi sono stati aperti tra Stati Uniti, Canada e Regno Unito, restando sempre fedele ai valori fondanti di design e concept, ma anche per quanto concerne etica e impatto ambientale. 


Proprio quest’ultimo punto, l’interesse verso l’ecosostenibilità dei suoi capi, è ciò che la contraddistingue rispetto alle tante altre aziende del settore. L’obiettivo è semplice e al contempo sfidante: un design privo d’impatto negativo sin dagli inizi del processo creativo, una scelta che implica una selezione dei filati e dei tessuti da usare solo se prodotti in modo sostenibile

L’impegno si è fatto maggiormente evidente quando è stato lanciato il progetto a lungo termine VISION 2020 che prevede obiettivi da raggiungere entro il 2020 su più fronti della produzione. Ad esempio, l’impegno di utilizzare fibre sostenibili c’è già, l’impegno ulteriore è l’utilizzo di usare solo cotone e lino organico entro la data prefissata. Inoltre, la volontà è quella di utilizzare solo lana di pecora allevata su terreni gestiti in maniera sostenibile

Nella maggior parte delle tintorie, numerose sostanze chimiche pericolose vengono utilizzate per tinteggiare gli abiti e l’acqua per il trattamento finisce negli scarichi. Dal 2009 Eileen Fisher sta lavorando per spostare le sue tintorie a livello globale verso un utilizzo responsabile di acqua ed energia. Obiettivo? Raggiungere il 30% entro il 2020, come anche arrivare a un risparmio del 25% di acqua in tutte le lavorazioni, oltre a lasciare meno rifiuti di tessuto possibili sui pavimenti delle sale montaggio. Emettere meno CO2 è l’altro obiettivo: per il 2020 le attività presenti sul suolo degli Stati Uniti non saranno solo carbon neutrale, ma carbonio positivo. 

Nel 2014 è stato avviato un altro pioneristico progetto per un’azienda di tali dimensioni che lega insieme sostenibilità e tracciabilità: riuscire a sapere di più sulle persone e sui processi coinvolti nella creazione dei capi. L’obiettivo è di raggiungere una mappatura totale della catena di produzione. Nel capire l’origine di prodotti e componenti, l’augurio è quello di scoprire nuove storie riguardo alle persone che stanno dietro al capo, delle loro comunità e come l’ambiente naturale ne risulti influenzato. La tracciabilità è sicuramente un valore aggiunto che permetterà all’azienda di essere ancora più trasparente con la clientela. 

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