'Embassy for the Displaced': dai gommoni agli zaini impermeabili

Mar 14, 2016 | scritto da:

Quello dei rifugiati in Europa è un problema difficilmente affrontabile e sicuramente non abbiamo la presunzione di volerlo fare oggi, qui sopra. È però bello avere la possibilità di dare spazio a chi si occupa attivamente di queste persone, suppportandole e dando loro i primi aiuti una volta arrivati in una terra che non è la loro.

Oggi ti voglio quindi raccontare dell'impegno di un gruppo di volontari greci, chiamato 'Embassy for the Displaced', che ricicla gommoni e giubbotti di salvataggio e li trasforma in zaini impermeabili per aiutare i migranti nel loro viaggio verso l'Europa. Per finanziare il progetto il gruppo ha lanciato una campagna sulla piattaforma di crowdfunding IndieGoGo dove spera di raccogliere i 12.000 £ necessari alla produzione.

Gli zaini sono realizzati con materiali provenienti dall'isola greca di Lesbo: la gomma è quella, appunto, dei gommoni che compiono la traversata dalla Turchia alla Grecia, mentre le cinghie, le clip e le tracolle imbottite sono ricavate dai giubbotti di salvataggio. Il progetto affronta due problemi fondamentali: il primo riguarda la crescente quantità di detriti che i rifugiati stanno lasciando alle proprie spalle (salvagenti e resti di imbarcazioni finiscono in mare o sepolti nella sabbia), il secondo la sopravvivenza.

Un singolo gommone può servire per produrre circa 20 zaini (e soprattutto se così utilizzato contribuisce a danneggiare meno l'ambiente), ma i volontari non sono in grado di andare avanti senza i mezzi per pagare le macchine da cucire così come i materiali necessari.

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