Energia, consumi e comfort: arriva il database per monitorare gli edifici di ultima generazione

Sep 26, 2016 | scritto da:

Consumi e prestazioni, dati su riscaldamento, illuminazione, quantità di energia prodotta da impianti rinnovabili, ma anche tipologia costruttiva, collocazione geografica, numero di piani e metri cubi dell’edificio. Queste alcune delle informazioni che entreranno nel database a cui gli esperti di Eurac Research (il centro di ricerca applicata privato con sede a Bolzano, in Alto Adige) lavoreranno nei prossimi anni e che diventerà, grazie a un sistema di aggiornamento automatico, un osservatorio permanente sugli edifici di nuova generazione.

L’inizio ufficiale del progetto è stato sancito dall’incontro del 15 e 16 settembre a Bolzano, durante il quale i 5 partner coinvolti, due italiani, due belgi e uno irlandese, si sono riuniti per definire il ruolo di ciascuno e valutare le prestazioni degli edifici per poi concentrarsi sulla struttura della banca dati e sui sistemi informatici per acquisire in automatico le informazioni ed elaborarle. I fabbricati che entreranno in questo database europeo hanno un bilancio quasi nullo tra l’energia che producono da fonti rinnovabili e quella che consumano per riscaldamento, raffreddamento e illuminazione. I progettisti o gli incaricati del controllo degli edifici che volontariamente decidono di aderire al progetto sono attratti da incentivi quali un report regolare sul funzionamento del proprio stabile, per monitorare costantemente se esso rispetti o meno i parametri di efficienza, e un questionario online da distribuire ai dipendenti sullo stato di comfort e qualità percepiti, in modo da migliorare l’ambiente sulla base delle indicazioni fornite da chi ci vive.

I dati verranno utilizzati da ricercatori, per migliorare sempre di più in fatto di efficienza energetica, da progettisti, per capire se una soluzione costruttiva risponda a un determinato clima, da legislatori, per decidere quali nuovi obiettivi dovranno essere raggiunti in edilizia, da manager che gestiscono gli edifici, per capire per esempio come ridurre i consumi, dalla comunità europea per stabilire se gli investimenti fatti hanno fruttato o meno. L’Unione europea potrà utilizzarlo per verificare le prestazioni reali dei fabbricati, ma sarà soprattutto uno strumento per migliorare gli edifici del futuro: le informazioni disponibili contribuiranno ad affinare le tecniche di progettazione e la gestione ottimale delle strutture.

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