Facciamo un orto insieme!

May 06, 2014 | scritto da:

 

Fare un orto è un’attività sana, appagante, e relativamente economica.

Approfittando di queste prime giornate di sole, ho deciso di provarci, insieme al mio ragazzo ed ad un nostro amico, due appassionati di giardinaggio che ci aiuteranno in questa guida al nostro orto fai-da-te! Costerà impegno e fatica, ma la soddisfazione di preparare un’insalata con la lattuga e i pomodori appena colti sarà una gioia inestimabile.

Il primo passo per la realizzazione di un orto è il terreno. Dobbiamo intanto capire che tipo di terra abbiamo di fronte e, se necessario, apportare le dovute modifiche. Esistono, per farla semplice, tre principali tipi di terreni: quelli “sassosi”, dove prevalgono particelle di grosso diametro (superiore ai 2 mm), con il vantaggio di essere ben drenanti ma lo svantaggio di ostacolare il germogliamento e talvolta la lavorazione stessa; quelli “sabbiosi”, anch’essi ben drenanti ma che rendono difficoltosa la lavorazione perché non mantengono la forma che vogliamo dargli; e infine quelli “argillosi”, ove prevalgono particelle di diametro piccolissimo, che si compattano e impediscono un adeguato drenaggio dell’acqua.

Dunque quale sarà il terreno ideale?

Come spesso accade, e come ci insegnano gli antichi “ in medio stat virtus”, quello di medio impasto, ovvero in cui le tre componenti sopra citate siano presenti in simili proporzioni. Se ci accorgiamo che nel nostro caso siamo di fronte ad un terreno estremamente argilloso, i miei esperti ci consigliano di aggiungere sabbia e materiale organico (letame, sovescio, composta, terricciati), se invece è troppo sabbioso, sostanze organiche o materiale argilloso risolveranno il nostro problema. Anche lo studio del ph e la correzione di un eventuale eccesso di acidità/basicità sarebbero indicate per un terreno veramente ideale, ma non esageriamo, d’altronde è il nostro primo orto!

La lavorazione del terreno però, comunque esso sia, è un passaggio fondamentale, ed è forse la parte più noiosa e faticosa.

Gli strumenti di cui abbiamo bisogno sono davvero pochi: una vanga, una zappa, e un rastrello saranno sufficienti. Se poi siamo di fronte ad una zona ricca di infestanti di una certa osticità e consistenza, una falce e una sega potranno supportarci.

Se l’appezzamento di terra da noi selezionato è incolto, occorrerà innanzitutto ripulirlo dalle pietre e dagli arbusti che lo popolano. Le pietre saranno raggruppate in un unico luogo, gli arbusti possono invece venire bruciati e le loro ceneri, ricche di fosforo e di potassio, utilizzate per fertilizzare.

Il primo strumento di cui ci serviremo è la vanga; se è la prima volta che lavoriamo il terreno, sarà necessario andare a una profondità di almeno 30-35 cm, rivoltando zolla per zolla, per eliminare le infestanti profonde che altrimenti rispunterebbero alla prima occasione. Trattandosi di un terreno messo a coltura per la prima volta e destinato a ricevere ortaggi, sarà buona norma incorporare del letame maturo o stallatico che, interrato in profondità, favorirà lo sviluppo della flora batterica e di tutti quei processi che hanno il fine di formare l’humus, indispensabile per la vita delle piante. Il periodo ideale per effettuare la vangatura è quello invernale; in questo modo il nostro terreno avrà il tempo di assestarsi, di sminuzzarsi grazie alle intemperie, e di arricchirsi grazie all’attività dei microrganismi. Se però abbiamo deciso in primavera di fare l’orto (noi non riuscivamo ad aspettare!), niente vieta di procedere con la zappatura, spendendo solo più fatica e tempo.

La zappa serve per sminuzzare le zolle rivoltate con la vanga e rendere il nostro terreno idoneo alla semina. Insieme ad essa procederemo col rastrellare il terreno per portare via erbacce superficiali e ciottoli di grosse dimensioni. Inoltre il rastrello ci aiuta a dare una forma e ad appiattire il nostro orto. Se si dispone di tempo e non siamo stretti nella tempistica, sarà sempre buona norma lasciare qualche giorno fra le varie manovre, perché anche la natura ha bisogno del suo meritato riposo, per donarci i suoi frutti più belli.

Buon lavoro e…gambe in spalla!

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