Fare l'orto all'asilo

Apr 20, 2016 | scritto da:

All’asilo i bambini sono ancora bambini, per l’appunto. La scoperta del mondo per loro inizia un passo alla volta, osservando tutto con occhi innocenti e descrivendolo con la sincerità che li contraddistingue. Per questo motivo e non solo, l’asilo diventa uno dei luoghi primari nel quale imparare a conoscere le piccole regole di convivenza umana, come rispettare i turni, chiedere per favore e aggiungere un grazie alla fine delle frasi. L’importanza di questo luogo è stata anche oggetto di un recente concorso indetto da AWR Competitions che prevedeva la presentazione di un progetto per una visione nuova e avanguardistica degli asili inglesi.

Per vincere il ‘London Nursery Schools’, gli architetti dovevano dimostrare che la loro proposta era in grado di rispondere a domande profonde e pertinenti quali: ‘Come dovrebbe essere il nido del futuro?’ e ‘I bambini come vi dovrebbero trascorrere le giornate?’ Il vincitore, ma anche chi ha saputo rispondere meglio alle domande qui sopra, è stato un gruppo di architetti italo-olandese. Riuniti sotto il cappello dello studio Aut-Aut hanno progettato una scuola materna che insegna fin da subito l’agricoltura urbana.

La scelta di questa idea arriva dalla convinzione che i bambini di oggi si siano fortemente allontanati dalla natura e dalla sua conoscenza. Solo due generazioni fa si viveva a stretto contatto con essa e con animali come galline o conigli. Ma la città è cresciuta, le abitudini sono cambiate e quello che un tempo era normale oggi non lo è più. Lo studio Aut-Aut non è certo un nostalgico dei tempi che furono, ma ha la convinzione che avvicinare i bambini all’agricoltura, alla produzione territoriale e al rispetto per l’ambiente dovrebbe essere un obiettivo primario di genitori e scuole fin dall’inizio della crescita.

L’altra idea che sta alla base del progetto di Gabriele Capobianco, Edoardo Capuzzo Dolcetta, Davide Troiani e Jonathan Lazar è che i bambini sono curiosi per natura e al contempo sanno essere anche creativi. Le loro innate capacità andrebbero valorizzate, espresse e stimolate nel migliore dei modi. Le matite degli architetti si sono così mosse per creare un progetto (virtuale per il momento, ma a breve anche concreto) in grado di rispondere alle curiosità dei bambini, alle loro domande come ‘Da dove viene la verdura che mangiamo?’ e imprimere in loro l’amore per la terra, i saperi agricoli e le tecniche amiche della natura. Attraverso l'interazione con animali e piante che troveranno nell'asilo di aut-aut incastrati perfettamente tra gli spazi 'tradizionali' come le aule e le sale mensa, i bambini possono così sviluppare i loro approcci sociali, didattici ed emotivi. Si impara quindi attraverso l'osservazione della natura, attraverso gli esperimenti pratici (esaminando ad esempio la crescita delle piante o i comportamenti degli animali) e attraverso la tecnica (piantando, seminando, raccogliendo).

Dopo l’orto nel supermercato (te ne avevo parlato qui) e adesso il progetto di portarlo anche negli asili, sembrerebbe proprio che la tendenza dei prossimi anni sia quella di un rispetto verso la natura fondato sulla conoscenza di essa che si sviluppa insieme alla nostra crescita come uomini e donne.

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