Fare scorta di sole per le giornate di pioggia

Mar 29, 2016 | scritto da:

Riuscire a seguire il sole o il vento non è cosa semplice. Le previsioni del tempo a volte non ce la raccontano giusta e ci può sempre essere qualche piccolo inconveniente in agguato. Può sembrare una banalità, ma riuscire a prevedere con certezza quando soffierà il vento o quando splenderà il sole e trovare anche un modo efficace per immagazzinare la loro energia pulita è uno dei problemi ai quali la scienza sta cercando di dare risposta.

Sarebbe perfetto avere un po’ di energia solare imbottigliata e pronta all’uso durante i giorni di pioggia. Un gruppo di ricercatori della Facoltà di Scienze e Ingegneria Applicata dell’Università di Toronto, guidato dal Prof. Ted Sargent, sembrerebbe essere riuscito a trovare una soluzione ispirandosi proprio alla struttura stessa della natura (i risultati della ricerca sono stati da poco pubblicati sulla rivista Science).

A oggi, in una fattoria solare o in un parco eolico, la conservazione di energia viene eseguita con le batterie. Un metodo non efficace al 100% dato che c’è sempre una quantità che si disperde nel processo e che le batterie non sono economiche. Per ovviare a questo problema, il team di Toronto ha progettato e creato un catalizzatore molto più efficiente di quelli tradizionali per immagazzinare energia in forma chimica, dividendo l’acqua nei suoi due componenti, idrogeno e ossigeno, proprio come le piante sono solite fare durante il processo di fotosintesi.

A questo punto, l’ossigeno viene rilasciato nell’atmosfera, mentre l’idrogeno, sotto forma di H2, può essere convertito in energia utilizzando delle celle a idrogeno. Dividere l’acqua nei suoi componenti è sicuramente qualcosa che il tuo professore di chimica al liceo ti ha mostrato: un po’ di elettricità e ossigeno e idrogeno si separano. Verissimo, ma non adatto se deve essere realizzato su larga scala dato che il processo richiede un tale quantitativo di energia in ingresso da essere superiore o uguale a quella in uscita.

La novità introdotta dal professor Ted Sargent è stata realizzare un nuovo catalizzatore in grado di facilitare la reazione chimica che da H2O porta ad avere O2 e H2 in maniera tre volte più efficiente rispetto all’attuale stato dell’arte. Il segreto sta nell’aver utilizzato metalli low cost come tungsteno, ferro e cobalto e non più metalli preziosi per realizzare il catalizzatore. Questa modifica ha permesso maggiore efficienza e non ha mostrato segni di degrado neanche dopo più di 500 ore di attività ininterrotta. Una scoperta che potrebbe essere in grado di riuscire a eliminare tutti gli sprechi a oggi presenti e che pone l’asticella un punto più in alto nella strada per accelerare i progressi di conversione e conservazione di energia.

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