Gestire in modo sostenibile le risorse ambientali e garantire giustizia sociale alle popolazioni indigene

Apr 19, 2017 | scritto da:

Molte delle zone più belle del nostro Pianeta sono anche siti di conflitti intensi perché trovare il giusto equilibrio tra proteggere l'ambiente e garantire giustizia sociale alle popolazioni indigene e a tutti coloro che dipendono dalle foreste per la loro sopravvivenza non è poi così semplice.

È questo il tema affrontato in un articolo pubblicato recentemente su Grist da Prakash Kashwan, autore del libro 'Democracy in the Woods: Environmental Conservation and Social Justice in India, Tanzania, and Mexico'. Secondo Kashwan i conflitti si basano principalmente su frequenti violazioni dei diritti forestali delle popolazioni locali e della proprietà terriera ma l'esperienza del Messico dimostra che è possibile proteggere i diritti della terra senza danneggiare le risorse naturali. Dopo la rivoluzione messicana, infatti, il governo ha messo quasi il 70% delle foreste del paese sotto il controllo dei contadini e, insieme a una forte mobilitazione sociale, questo processo ha dato ai contadini una voce nelle decisioni politiche. Contrariamente ai timori che il populismo politico avrebbe causato distruzione su larga scala delle foreste, queste riforme in Messico hanno contribuito alla protezione sostenibile delle risorse forestali e della fauna selvatica.

Le cose sono molto diverse in Tanzania e in India. Nel 2014, i safari e il turismo hanno generato il 25% delle entrate in valuta estera della Tanzania e il 17% del PIL totale del paese ma il governo e le agenzie forestali continuano a privare i gruppi locali di opportunità costituzionalmente obbligatorie per i benefici derivanti dal turismo, lasciando più di un terzo dei residenti in grave povertà.

Allo stesso modo, l'India ha abbondanti risorse naturali e ha sperimentato una rapida crescita economica negli ultimi due decenni, ma deve ancora garantire la giustizia sociale e ambientale per i suoi 300 milioni di indigeni. La ricerca di Prakash Kashwan dimostra che quando i Governi proteggono i diritti delle persone che dipendono dalle foreste e sostengono la loro partecipazione nel processo politico e in politica, sono meglio in grado di gestire i conflitti riguardanti l'ambiente e la sua conservazione.

Le ricerche effettuate da Rights and Resource Initiative, Woods Hole Research Center e World Resources Institute mostrano che aree gestite dalle popolazioni indigene e altri gruppi che dipendono dalle foreste rappresentano almeno il 24% del carbonio immagazzinato in superficie nelle foreste tropicali del mondo. Se gli sforzi di conservazione delle foreste falliscono, gli effetti dei cambiamenti climatici peggioreranno, mettendo così in pericolo la sicurezza nazionale e internazionale negli anni e nei decenni a venire.  


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