Guerra alla CO2 con gli alberi artificiali

Jan 15, 2016 | scritto da:

I nostri amici alberi, fedeli alleati nella lotta contro i cambiamenti climatici, sono affaticati e stanchi: ormai non riescono più a reggere i ritmi di lavoro loro richiesti dato che sempre più anidride carbonica è rilasciata nell’atmosfera. Come fare? Tecnologia, pensaci tu! Sì perché, la nuova frontiera, ma soprattutto la nuova speranza, è che non siano più gli alberi veri, ma quelli artificiali a risolvere il problema. Al momento, solo se riuscissimo a coprire ogni lembo di terra disponibile con dense foreste, come afferma Christophe Jospe, capo strategico dell’Arizona Center for Negative Carbon Emissions, riusciremmo a far assorbire agli alberi tutta la quantità di anidride carbonica presente.

Per questo motivo, gli alberi artificiali potrebbero essere un aiuto e una soluzione, se potenziati a lavorare a ritmi elevati. Per Jospe, l’eventualità che le emissioni diminuiscano grazie all’impegno umano non è realistica, meglio quindi puntare a catturare l’eccesso di carbonio, conservarlo e convertirlo in qualcosa di utile con altri metodi. Cinque anni fa, a Boston, sono stati sviluppati i primi alberi artificiali da installare in città, anche in luoghi dove i normali alberi non sarebbero in grado di cresce a causa di problematiche del suolo. Perfetto allora, no? Esistono già da cinque anni! E invece un problema c’è. Fare un’istallazione del genere in una qualsiasi città, prevederebbe una spesa che nessun governo locale o organizzazione riuscirebbe a sostenere e, ancor prima, a inserire nel suo budget. Il costo di un singolo albero è di ben 350 mila dollari al momento.

Secondo i creatori, il prezzo degli alberi artificiali dovrebbe scendere in due o tre anni, e un grande aiuto potrebbe venire da persone come Mike Bloomberg, Bill Gates, Mark Zuckerberg e Tom Steyer, da sempre in prima linea per dare sostegno in cause mondiali. Kim Poliquin, direttore del ShiftBoston, dove i primi alberi artificiali sono stati creati, li provoca con un semplice: “Avrei bisogno di soli 100 milioni di dollari e in cinque anni, il prezzo scenderebbe, il carbonio anche e ci sarebbe tanta interessante tecnologia nelle agende di tutti.”

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