I cani vedono i colori?

Apr 24, 2014 | scritto da:

 

Certamente sì, come noi, i nostri cani possono vedere i colori. Tuttavia, la loro percezione dei vari colori non è esattamente la stessa degli esseri umani: sono daltonici. Il daltonismo si riferisce ad una incapacità di percepire alcuni colori, in contrapposizione alla normale vista tricromatica di cui noi esseri umani godiamo. Ma la nostra gamma elettromagnetica non è la più completa: sono gli abitanti del cielo, gli uccelli, a godere dello spettacolo migliore. Infatti la loro vista riesce a cogliere le tonalità più complesse, che invece sono fuori dalla nostra portata. Quindi, per gli uccelli, siamo noi i daltonici.

Allo stesso modo, anche i cani non hanno a disposizione tutta la tavolozza dei colori che i nostri occhi riescono a percepire, ma questo non vuol dire che vedono in bianco e nero. Il monocromatismo vero è raro anche nelle specie animali.

Quali sono allora i colori che i nostri amati amici a quattro zampe vedono? I nostri beniamini non percepiscono i colori caldi, come il rosso o l’arancione e non distinguerebbero un limone da un lime, il noto frutto esotico. La loro giornata è dipinta di un verdastro-marrone scuro, unito a piatte tonalità di grigio e blu. Il viola, a sua volta composto da rosso e blu, viene semplicemente percepito come blu. In altre parole, tutto il lato freddo della gamma dei colori diventa grigio-blu, mentre il lato caldo dei rossi e suoi simili non viene percepito affatto, trasformandosi in un verde oliva molto blando.
Infatti, i cani-guida, che accompagnano le persone affette da cecità, agli incroci non si basano sui colori dei semafori, ma sul loro acutissimo udito che li informa sul flusso del traffico.

In cos’altro siamo così diversi? Mentre la vista umana è fortemente incentrata sulla percezione del colore, quella dei cani è incentrata sulla forma e sul movimento. Differenza dovuta ai diversi percorsi evolutivi che abbiamo affrontato. Come si sa, le creature notturne dormono durante il giorno e cacciano durante la notte, con l’obiettivo di cogliere di sorpresa le prede e ottenere una maggiore probabilità di successo. Non è stato il nostro caso. L’essere umano è sempre stato diurno e per questo era necessaria una vista che fosse d’aiuto nelle ore del giorno. I cani, prima di abitare nelle nostre case, erano animali che cacciavano prevalentemente la notte, momento in cui la giusta saturazione non era necessaria, ma al suo posto i riflessi e la percezione del movimento erano il vero vantaggio competitivo.

Quindi, finché la luce è brillante, durante il giorno, siamo noi ad avere una vista migliore: non ci perdiamo il minimo dettaglio e siamo in grado di percepire varie sfumature di colore e tonalità. Ma quando cala la sera sono sicuramente i cani ad avere la meglio: sono in grado di percepire il minimo movimento di ombre e di vedere le forme più complesse, anche in condizioni di scarsa illuminazione. Tutto questo, unito ad un udito ed un olfatto impareggiabile, ci fa capire che questi splendidi animali sono la migliore e infallibile guardia notturna per la nostra sicurezza e per quella della nostra casa. Ogni tanto ringraziamoli con una carezza anche per questo.

Anche alcuni grandi pittori della storia avevano una sensibilità finemente orientata sulle proprietà della luce e dei pigmenti percepiti dai cani. Monet, per esempio, nelle sue meravigliose opere adottava un punto di vista daltonico, sperimentando contorni e texture normalmente ignorate dalla prospettiva tradizionale che vantava il tripudio dei colori. Questo conferiva alle sue opere una profondità senza precedenti. Chissà cosa dipingerebbero i nostri amati animali domestici con quella loro particolare visione del mondo.

Photo credits: digitaljournal.com

 

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