I tamponi sono tossici?

Apr 28, 2015 | scritto da:

In media una donna usa 16.800 tamponi interni durante tutta la sua vita, ogni giorno milioni di donne hanno le mestruazioni. Tirare le somme non è difficile. Quello che queste donne non sanno è che studi indipendenti realizzati da varie organizzazioni per la salute delle donne hanno individuato sostanze chimiche nocive nei tamponi e negli assorbenti, come la diossina, elementi cancerogeni e tossine riproduttive. Ovviamente l’industria e le corporazioni dell’igiene femminile sostengono che la quantità di tossine presenti in ogni singolo assorbente interno è “molto bassa”, cosa significhi esattamente non lo sappiamo; inoltre, bisogna tenere conto degli effetti che l’uso cumulativo di tamponi (più di un tampone e per gran parte della vita di una donna) ha sulla salute della donna nel corso della sua vita. È un pò come se prendessimo in considerazione gli effetti del fumo di una singola sigaretta sulla salute; l’analisi non sarebbe completa ne esauriente. Le informazioni limitate e i dati incompleti non ci permettono di sapere con precisione quali sostanze chimiche e quali impurità sono presenti nei tamponi e quali possono essere gli effetti a lungo termine del loro utilizzo ogni mese.

Con la legge Robin Danielson Feminin Hygiene Product Safety Act nel 2015 il parlamento ha richiesto al National Institutes of Health, l’istituto di sanità pubblico statunitense, di portare avanti una ricerca esaustiva per capire se i prodotti per l’igiene intima femminile pongono dei rischi concreti sulla salute, e incoraggia la Fda ad ampliare i suoi sforzi di monitoraggio dei prodotti e a pubblicare una lista di sostanze tossiche presenti nella enorme gamma di prodotti per l’igiene femminile presenti sul mercato. Questa legge prende il nome da Robin Danielson, una donna deceduta tragicamente nel 1998 a causa della sindrome da shock tossico, Tss, collegata all’uso di assorbenti interni. È una malattia che ancora non conosciamo a fondo ma il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense ha smesso di monitorare la sua diffusione negli Stati Uniti.

La salute delle donne è stata fin troppo spesso sottovalutata e trascurata da studi e ricerche cliniche. Fino agli anni Ottanta, le donne sono state ampiamente escluse dall'ambito della ricerca medica – vale a dire che non sono stati raccolti dati sanitari sulle donne - e che la maggior parte degli esperimenti sono stati condotti solo sugli uomini.

A questo si aggiunge un altro elemento: l’impatto ambientale dell’utilizzo di tamponi e assorbenti. Ma questo è tema che tratteremo un'altra volta.

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