Il 92% della popolazione mondiale respira aria inquinata

Oct 12, 2016 | scritto da:

Il 92% della popolazione mondiale vive in aree in cui l'inquinamento atmosferico supera il limite massimo stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità. I dati allarmanti arrivano direttamente da un rapporto realizzato dall'OMS in collaborazione con l'Università di Bath nel Regno Unito che offre una mappa interattiva dettagliata sulla qualità dell'aria in 3.000 località internazionali, sia rurali, sia urbane.

Le morti associabili ogni anno all'inquinamento atmosferico esterno sono ben 3 milioni, numero che raddoppia se si considera anche l'inquinamento dell'aria domestica. Secondo le stime dell'agenzia per la salute delle Nazioni Unite, nel 2012 6,5 milioni di morti sono riconducibili alla cattiva qualità dell'aria, interna ed esterna che causa malattie non trasmissibili come problemi cardiovascolari o polmonari cronici, ictus, cancro ai polmoni e acute infezioni respiratorie.

Il rapporto punta il dito contro le principali fonti di inquinamento atmosferico: mezzi di trasporto inefficienti, combustibili per uso domestico, centrali elettriche alimentate a carbone e attività industriali, ma la colpa non è sempre da attribuire all'intervento dell'uomo. Nello studio infatti si ricorda che la qualità dell'aria può dipendere da cause naturali, come le tempeste di polvere, in particolare nelle regioni vicine ai deserti, anche se l'inquinamento resta una delle cause principali.

Circa il 90% delle morti legate alla cattiva qualità dell'aria riguardano i paesi a reddito medio-basso e i due terzi si registrano nel Sud-est asiatico, nel Mediterraneo orientale e nel Pacifico occidentale. Il Paese al mondo che paga il bilancio più alto in termini di vite umane per l'inquinamento, con oltre un milione di decessi nel 2012, è la Cina. Seguono l'India con 621.000 vittime e la Russia con 140.000. In Europa l'Italia, con poco più di 21.000 decessi, conta più vittime rispetto a Francia (11.000), Spagna (6.800) e Regno Unito (16.000).

L'OMS propone però diverse strategie da mettere in campo per ridurre i livelli di inquinamento troppo alti, come ad esempio un sistema di trasporti più sostenibile, una miglior gestione dei rifiuti solidi, l'uso di stufe e combustibili meno inquinanti per gli usi domestici, così come le energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni industriali.

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