Il costume da bagno fatto con le reti da pesca

Sep 11, 2015 | scritto da:

Quando compriamo un oggetto realizzato riciclando del materiale che altrimenti sarebbe stato buttato via, ci chiediamo come effettivamente la materia prima sia stata recuperata e quali trasformazioni abbia effettivamente subito prima di diventare ciò che utilizziamo o indossiamo?

Parlo per mia esperienza personale: secondo me, no. Per questo motivo sono affascinata dal progetto di Aquafil che con ECONYL non solo ricicla il nylon 6, come già avevo scritto qui, ma che con la campagna ‘The Healthy Seas, a Journey from Waste to Wear’ riesce a dare un quadro più completo ed esaustivo sulle tappe che portano, in questo caso, le reti da pesca a diventare, per esempio, dei costumi da bagno o delle calze.

 

 

Quello delle reti da pesca abbandonate è una ferita aperta del nostro ecosistema. Secondo un rapporto realizzato congiuntamente dalla FAO e da UNEP si stima che le reti dismesse abbandonate alla deriva negli oceani siano circa 640.000 tonnellate e rappresentino un decimo di tutti i rifiuti presenti in mare. Con ‘Healthy Seas’ Aquafil si propone di organizzare un piano, che coinvolga anche referenti governativi, per far sì che si possano individuare procedure efficaci per scoraggiare l’abbandono delle reti da pesca in mare e per agevolare la gestione responsabile delle stesse, giunte a fine vita, permettendo il loro recupero e la rigenerazione in nuovi prodotti.

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