Il declino dei grandi carnivori: una minaccia per gli ecosistemi

Sep 21, 2014 | scritto da:

Contrariamente a quanto si pensi, il declino dei grandi mammiferi - lupi, linci, leoni, orsi, puma – non è esattamente quanto di meglio possiamo augurarci e gli ecosistemi, con qualche predatore in meno, non ci guadagnano in biodiversità.

D'altronde se la natura, nel suo percorso evolutivo, ha definito la catena alimentare, con il suo delicato equilibrio che non tollera nessun eccesso, un motivo ci sarà! Infatti, come afferma uno studio pubblicato su Science, la perdita dei carnivori dall’apice della catena alimentare rappresenta un grosso problema per gli ecosistemi, minaccia la sopravvivenza degli erbivori e danneggia l’economia umana. I ricercatori della Oregon State University hanno scoperto che la sopravvivenza di ben 31 specie di grandi carnivori è a rischio, anche in l’Amazzonia, Africa Meridionale e Sudest asiatico. Mentre sono quasi scomparsi nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti. I motivi? La graduale distruzione del loro habitat, le crescenti attività umane e le loro conseguenze – come il riscaldamento globale - e la diminuzione di prede adatte al loro sostentamento.

Per esempio, il declino di lupi e puma nel Parco Nazionale dello Yellowstone (Stati Uniti) ha favorito la diffusione di alci e cervi, loro prede abituali. Senza carnivori a limitarne il numero, questi erbivori hanno seriamente compromesso la vegetazione e di conseguenza messo a rischio la sopravvivenza di molte specie di uccelli e di altri piccoli mammiferi che nel verde trovavano riparo. Un caso analogo è accaduto in Italia. La scomparsa del lupo dai Monti Sibillini ha provocato un vero e proprio sovrappopolamento di cinghiali, con conseguenti squilibri ecologici e danni ingenti alle popolazioni autoctone. Anche in alcune parti dell’Africa la diminuzione di leoni e leopardi ha determinato l’aumento di babbuini verdi che devastano raccolti e minacciano i pascoli, rappresentando così una minaccia economica notevole. Purtroppo – fa notare William Ripple, a capo dell’équipe di ricerca - questi carnivori stanno ancora scontando i retaggi di antichi pregiudizi culturali, che li vedono necessariamente come minacce per l’uomo ed il resto della fauna. Invece occorre proteggere questi animali e la tolleranza dell’uomo è un tassello essenziale per la loro conservazione.

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