Il design sostenibile non deve essere fricchettone

Mar 09, 2016 | scritto da:

Lance Hosey è un architetto americano. Ma non uno qualunque: è considerato uno dei pionieri del verde e leader del design sostenibile. Di recente, ha lanciato un appello ai suoi colleghi architetti su ArchDaily, motivandoli a scegliere soluzioni green anche quando sembrano essere le più difficili da ottenere e da imporre. Ma soprattutto, ha cercato di richiamare a sé e al suo stile di vita e di lavoro anche tutti gli altri architetti ancora troppo impegnati a pensare che la sostenibilità riguardi solo l’energia.

La vita sarebbe più semplice se ci fossero più progettazioni sostenibili e più leadership da parte di architetti e designer che, nella realtà, non c’è”, ha dichiarato Hosey. Una triste ammissione per chi crede fermamente che il design non sia separato dalla sostenibilità, ma che ne sia invece la chiave. Nel suo ultimo libro The Shape of Green, Lance esamina le recenti prestazioni della categoria professionale della quale appartiene, mostrando una mancanza di impegno su temi sostenibili da parte degli addetti ai lavori che arriva alla quasi totalità. E non sono solo i più giovani a farne parte, ma anche i grandi nomi della professione, giustificando stravaganze dispendiose in nome di un’arte astratta legata all’architettura.

Le critiche di Lance si rivolgono anche al modello formativo che dovrebbe istruire gli architetti del futuro. La scuola non prepara e non istruisce su costi e necessità che una costruzione 'verde' deve avere. Inoltre, in molte scuole la materia di design sostenibile è un corso opzionale riservato agli studenti del terzo anno, anziché essere obbligatorio e integrato con il programma. Forse, continua Lance, molta colpa è data dal fatto che, secondo una recente indagine condotta tra la popolazione americana, gran parte delle persone non percepisca la situazione attuale in merito a clima e ambiente come una reale minaccia.

Quest’ultima esisterà anche secondo i destinatari della ricerca, ma non riguarda di certo il territorio americano; sono invece i paesi più poveri i diretti interessati delle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto. Così, per troppo tempo si è creduto che il design sostenibile dovesse essere slegato dalla bellezza, accontentandoci invece di semplici stili. I tentativi di portare lo stile al livello della sostenibilità hanno creato cliché estetici come i mobili in rattan, le pareti in pasta di legno, anziché opere alle quali ispirarsi e creare un legame sensoriale tale che restino nelle nostre memorie. Se la bellezza e sostenibilità devono quindi andare di pari passo con il design, esso deve essere sia accattivante che efficiente. Nel suo libro Hosey illustra opere, prodotti ed edifici, nati e costruiti in quest’ottica che sposano efficacemente la sua idea. Queste sono tutte sfide di progettazione le quali hanno i piedi saldamente a terra e che la comunità di designer e architetti può vincere promuovendo la sostenibilità e la bellezza.

Pianta ora Scopri Treedom Business