Il futuro dell'agricoltura è il futuro del pianeta

Mar 10, 2021 | scritto da:

In futuro avremo ancora bisogno di cibo. E avremo bisogno che per produrlo sia rispettato l'ambiente. Una doppia sfida su cui si gioca il nostro futuro.
Ma c'è un problema, mancano coloro che dovrebbero raccogliere questa sfida, perché al mondo ci sono sempre meno agricoltori.

La percentuale di persone impiegate in agricoltura a livello globale, è sceso dal 44% al 26% tra il 1991 e il 2020. Una ragione è il progresso delle tecnologie applicate all'agricoltura, che permette ottenere rese sempre maggiori, impiegando un minor numero di persone.


Ma ci sono anche altre ragioni su cui spesso non ci interroghiamo, dato che le società si evolvono, emergono nuove sfide e il corso preso dalle vicende umane fa apparire tutto questo come un dato fisiologico dei nostri giorni. E del resto, questa osservazione da sola non rappresenta un problema, ma se al dato citato in apertura se ne affiancano altri, allora la questione assume contorni che vanno analizzati in prospettiva: un numero sempre maggiore di persone non ha alcuna intenzione di lavorare in agricoltura e le persone che attualmente vi lavorano stanno invecchiando. 

L'età media di un contadino in Africa è di 60 anni. Incredibile se si considera che l'Africa è il più giovane di tutti i continenti e l'età media della sua popolazione è di circa 24 anni. Ma anche spostando lo sguardo oltre il continente africano, è facile accorgersi che quello che stiamo analizzando è un fenomeno globale: i giovani sono sempre più attratti dalle città, dove hanno migliori opportunità di istruzione e di lavoro, ed un impiego in agricoltura viene considerato più un destino a cui sfuggire, che un'opzione su cui investire.
I paesi di più antica industrializzazione, del resto, hanno già vissuto questo fenomeno nei decenni passati.

Come spesso accade per i problemi che non hanno impatto nel qui e ora, è facile riservare loro scarsa attenzione. Ma per garantire sicurezza alimentare ed un'attenzione nuova al come realizzarla nel rispetto dell'ambiente, soprattutto per le generazioni a venire, abbiamo bisogno di più agricoltori. O meglio, di più giovani agricoltori in tutto il pianeta.

Facile a dirsi, meno a farsi.

 

Nei paesi che abbiamo definito "di più antica industrializzazione", l'agricoltura ha oggi un problema d'immagine. È considerata, soprattutto dai giovani, un lavoro mal pagato, per persone meno qualificate e non si trascuri che il settore primario (quindi non solo agricoltura classicamente intesa, ma anche allevamento e altre attività connesse) è sovente accusato di essere responsabile di una discreta parte delle emissioni globali di gas serraEppure l'agricoltura è essenziale per la sopravvivenza di tutti noi ed una sua corretta gestione in termini ambientali è una chiave decisiva per lo sviluppo sostenibile del futuro. 
L'Unione europea, per esempio, si è impegnata a sostenere finanziariamente i giovani agricoltori, nel quadro di un Politica Agricola Comunitaria che già sovvenziona fortemente il settore. A dare più ottimismo è però il fatto che la consapevolezza della sostenibilità sta crescendo e ci sono esempi di come l'agricoltura possa farsene carico, diventando quindi più attraente anche per nuove generazioni. Ci sono esempi positivi che danno speranzaÈ come in fisica: dove si presenta il vuoto, c'è anche la pressione per chiuderlo. I contadini del futuro, in questa parte del mondo, sono forse un po' più giovani di come ce li immaginiamo. Passano più tempo dietro al computer che sul trattore. Potrebbero non essere entrati nell'industria perché è quello che hanno fatto i loro genitori. Ma piuttosto perché è quello che hanno reinventato. La sfida è di renderlo il più facile possibile per loro. 

Ma le esigenze del settore agricolo europeo (o statunitense) sono molto diverse da quelle di gran parte del resto del mondo. Cosa è necessario in contesti diversi? La prima voce riguarda - prima ancora che l'agricoltura - un aspetto sociale: l'empowerment attraverso l'istruzione e la formazione - aiutare le persone ad aiutare se stesse. Un rapporto della FAO delle Nazioni Unite elenca alcune raccomandazioni (usando l'Africa come esempio) per rendere il settore agricolo nuovamente attraente per i giovani:

  • Promuovere un ambiente equo in termini di genere, età ed etnia.

  • Migliorare le condizioni salariali e lavorative nel settore agricolo

  • Coinvolgere i giovani nello sviluppo economico locale e nelle politiche territoriali

  • Sostegno finanziario per l'acquisizione di terreni (ad esempio, prestiti governativi) 

  • Istituzionalizzare e investire in approcci olistici che rafforzino le competenze dei giovani e aumentino la loro partecipazione all'agricoltura

  • Rivedere i piani d'azione nazionali per l'occupazione giovanile.


Un esempio: il leasing di terreni. Gli agricoltori esperti ed in là con gli anni, potrebbero dare in gestione la propria terra a (ed accompagnare con la propria esperienza) la generazione successiva, ricevendone in cambio una parte dei profitti. Entrambe le parti ne beneficiano - perché è un primo punto di ingresso all'agricoltura indipendente per i giovani agricoltori.

Questo speciale della BBC ha elencato altri esempi positivi. 

Queste iniziative possono garantire la sicurezza alimentare ed un rispetto dell'ambiente in futuro? Da soli, certamente no. Ma c'è motivo di speranza. 

È in gioco niente di meno che il nostro futuro. 

1. https://data.worldbank.org/indicator/SL.AGR.EMPL.ZS 
2. https://www.un.org/en/ecosoc/integration/pdf/foodandagricultureorganization.pdf
3. https://www.bbc.com/future/bespoke/follow-the-food/the-ageing-crisis-threatening-farming/ 
4. https://www.bbc.com/news/uk-scotland-54844546 
 5. https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/income-support/young-farmers_en 
 6. http://www.fao.org/3/av095e/av095e.pdf 
 7. https://www.theguardian.com/food/2020/aug/16/we-are-stewards-of-our-land-the-rise-of-female-farmers  

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