Il giorno in cui il Regno Unito disse basta al carbone

May 02, 2017 | scritto da:

Non succedeva dal 1880, ovvero dalla rivoluzione industriale intrapresa dallo stesso Regno Unito che oggi intraprende una nuova – e più pulita – rivoluzione. L’annuncio è stato fatto come l’era dei social media impone: via Twitter la National Grid (il gestore della rete elettrica) ha cinguettato che il 21 aprile scorso, per 24 ore, non un grammo di carbone è stato bruciato per la produzione di energia elettrica. Sono stati invece impiegati gas e rinnovabili per rifornire la popolazione. Poco dopo la Grid ha diffuso nuovi messaggi da 140 caratteri per sottolineare che l’unica centrale a carbone ancora accesa fosse stata spenta il giorno precedente e che la metà dell’elettricità di Sua Maestà arriva dagli impianti a gas, il 30% circa dalle rinnovabili e dalle interconnessioni e il restante dall'atomo. 

Già l’anno scorso il combustibile era sparito per qualche ora dal mix energetico britannico, ma ora il futuro prevede come traguardo quello di eliminare completamente gli impianti a carbone. Sì, ma quando? Entro il 2025 stando al calendario governativo. Un abbandono che sta coinvolgendo tutto il continente europeo e che solo un decennio fa era impensabile, ma era anche impensabile resistere un’intera giornata senza carbone. Una riduzione di impiego dovuta all’intensificarsi delle misure per contenere la Co2, alla crescente competitività del gas e al crollo dei costi delle rinnovabili. E persino negli Stati Uniti, nonostante la crociata di Donald Trump in difesa del carbone, quest’ultimo non avrà vita, dicono gli esperti, convinti che la convenienza dello shale gas (gas da argille o più semplicemente gas metano) rappresenti una sfida difficilmente superabile.   

Di certo, il 21 aprile rimarrà nella storia della Gran Bretagna, dato che per secoli Londra ha intrecciato strettamente la sua storia con quella del carbone che la portò ad affermarsi come potenza economica mondiale: dallo sviluppo impetuoso delle fabbriche, fino al lunghissimo sciopero con cui i minatori tra il 1984 e il 1985 cercarono di resistere allo smantellamento dei primi siti estrattivi da parte della Lady di ferro. E ora, è pronta a dirgli addio.


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