Il modello circolare di Lucart: Fiberpack, l’evoluzione del riciclo

Jun 20, 2015 | scritto da:

Al supermercato un consumatore che si trova di fronte allo scaffale della carta impiega pochissimi secondi per scegliere la sua. Dobbiamo renderlo consapevole della differenza”. Queste sono state le parole di Massimo Gai, Direttore Marketing Consumer di Lucart Group, al convegno dal tema “L’economia circolare” tenutosi lo scorso 18 giugno presso Expo Milano 2015.

Renderlo consapevole di cosa? Che c’è chi lavora, investe e crede nel progetto di un business sostenibile e dà a noi consumatori la possibilità di fare la differenza, anche con un gesto che impiega pochissimi secondi. La carta è materia viva, esiste da millenni e nonostante quello che implica la sua produzione è qualcosa di cui non potremmo mai farne a meno. Bisogna fare i conti con questo. E’ una risorsa preziosa che non andrebbe sprecata, ma tutelata e valorizzata, riciclandola!

E questo Lucart dimostra di saperlo. In occasione del convegno, infatti, la nota azienda ha presentato Fiberpak, un progetto che definiscono “eco-rivoluzionario” reso possibile dalla partnership con Tetra Pak, la multinazionale svedese che si occupa del confezionamento degli alimenti. Una tecnologia messa a punto nel 2011 permette a Lucart di produrre carta 100% ecologica ottenuta dal riciclo dei contenitori di bevande, che però promette di mantenere le stesse proprietà e caratteristiche della carta vergine: resistenza, morbidezza, assorbenza. In questo modo è stato possibile recuperare 995 milioni di cartoni da 1 litro in un solo anno ed evitare più di 68.000 metri cubi di discarica. Presenta un colore caratteristico, ossia quello naturale, che richiama il legno, volutamente non sbiancato per far comprendere ai suoi clienti che la sostenibilità deve essere un processo che abbraccia il prodotto a 360°, senza esclusioni.

Poiché non si butta via niente, il resto dei materiali provenienti dai famosi contenitori svedesi (alluminio e plastica) vengono riutilizzati da altre imprese per farne manufatti per l’edilizia, elementi per l’arredo urbano e oggetti di uso comune. Gli intensi investimenti fatti da questa coraggiosa e lungimirante compagnia hanno prodotto ottimi risultati: più di 28.000 tonnellate di CO2 in meno, 165.000 alberi non tagliati, pari ad una superficie boschiva di 556.000 metri quadrati, in un solo anno. “Siamo molto orgogliosi di questo progetto, iniziato 4 anni fa con un investimento globale di oltre 10 milioni di euro” - afferma Massimo Pasquini, Amministratore Delegato Lucart Group - “Oggi in occasione di Expo 2015, abbiamo deciso di raccontare come la nostra azienda sia impegnata da oltre 60 anni a sviluppare un progetto di business sostenibile, adottando un modello circolare di produzione che limiti al massimo l’utilizzo di risorse non rinnovabili e massimizzi l’efficienza del riutilizzo.”

Qualcuno qui sta lavorando anche per noi. Grazie.

Pianta ora Scopri Treedom Business