Il nuovo volto di Amburgo, tra riqualificazione urbana e progetti innovativi

Nov 24, 2016 | scritto da:

Mobilità sostenibile, riduzione dei consumi ed efficienza energetica sono le parole chiave dello sviluppo che negli ultimi anni sta guidando Amburgo. La città anseatica, già eletta Città Verde Europea nel 2011 e conosciuta per la messa al bando delle capsule monouso e della plastica nell’amministrazione pubblica, si prepara ad accogliere il progetto “Green Network” che vedrà una rete di piste ciclabili collegate sull’intero territorio cittadino. Angelika Fritsch, portavoce del dipartimento per la pianificazione urbana e l’ambiente, nel 2015 ha dichiarato che “nei prossimi 15 o 20 anni sarà possibile girare per la città esclusivamente in bici o a piedi”. Un progetto che guarda al futuro e beneficia di un doppio vantaggio. Se da una parte mira alla diminuzione drastica della circolazione delle auto nel centro cittadino, al contempo incentiva il già vasto polmone costituito da parchi e giardini per il naturale assorbimento delle emissioni di CO2. 

Amburgo non è nuova ai piani di riqualificazione urbana, grazie ai quali negli ultimi anni ha cambiato volto. Nonostante l’innalzamento del livello dei mari e l’aumento probabilistico di eventi di inondazione, il nuovo quartiere HafenCity sorge proprio sulle rive del fiume Elba, nei pressi di uno dei porti più importanti a livello europeo. Invece di combattere gli eventi climatici, il progetto promuove la convivenza e l’adattamento ad essi. Le oltre 6.000 residenze, occupate da appartamenti e uffici, sono poste a circa 8-9 metri sopra il livello del mare, così come le strade e i ponti che la collegano con la City. Un atteggiamento che favorisce il normale svolgimento delle attività anche in caso di ondate di piena e che concepisce HafenCity come un vero e proprio sbarramento. L’ecosostenibilità è garantita dai pannelli solari posti sui tetti degli edifici e un mix energetico proveniente da impianti geotermici o solari, pompe di calore che sfruttano l’acqua dell’Elba e piccole centrali periferiche a legna. Dieci chilometri e mezzo di passeggiate a disposizione dei cittadini, una rete articolata di piste ciclabili e numerose opere firmate da grandi architetti di fama internazionale che ospitano eventi e concerti. Il ritorno di immagine si traduce in 8 miliardi di euro di risorse private e 2,4 miliardi di investimenti pubblici, di cui 1,5 miliardi di euro provenienti dalla vendita dei lotti. 


Se l’idea di un centro urbano, radicato nel territorio e parte di una visione più ampia a livello metropolitano rappresenta l’innovazione ad Amburgo, la riqualificazione passa anche per gli edifici riadattati in termini energetici, oggi aree ricreative. Un esempio è costituito dall’ex torre antiaerea nel quartiere Wilhelmsburg risalente alla seconda guerra mondiale. La ristrutturazione, nell'ambito del programma edilizio internazionale IBA, l’ha resa una centrale ad energia rinnovabile che distribuisce al quartiere energia pulita e calore ecologico, accogliendo al suo interno spazi espositivi e un caffè panoramico. L’ex bunker ospita un mix di collettori solari e accumulatori termici, pannelli fotovoltaici, una centrale a biomasse e un impianto di cogenerazione alimentato da trucioli di legno. Sono prodotti 22,500 MWh di energia termica in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 3000 abitazioni per una superficie di 0.5 chilometri quadrati. Inoltre, gli elementi producono circa 3,000 MWh di energia elettrica, in parte utilizzata per l’edificio stesso e la restante immessa nella rete pubblica, capace di fornire energia a circa 1000 abitazioni. In modo analogo, sempre all’interno del progetto di rinnovamento urbano IBA, la collina di Georgswerder a nord-est del quartiere Wilhelmsburg, è stata trasformata in un’area produttrice di energia. Riempita durante il conflitto mondiale di detriti e rifiuti domestici e industriali, l’ex discarica è stata ufficialmente chiusa nel 1979. Nel 1983, in seguito a penetrazioni di diossina nelle falde acquifere, oltre alla messa in sicurezza è stato avviato il progetto che attualmente comprende due turbine eoliche, un parco solare fotovoltaico, la raccolta del metano generato dal processo di decomposizione e una pompa di calore per riscaldare i locali adiacenti. Le acque sotterranee vengono inoltre raccolte, purificate e smaltite. Nel 2013, la “collina dell’energia” Georgswerder ha ospitato oltre 60.000 visitatori, workshop ed eventi, diventando un polo turistico, culturale ed educativo. 



La rivoluzione inizia dall’interno: non si modifica la città con nuove aree, ma la si adatta al cambiamento in corso, creando energia pulita da edifici e spazi verdi compromessi in passato, oggi utili per la comunità locale. Questo approccio avvicina sempre di più la Germania al raggiungimento di una quota del 18% di energia da fonti rinnovabili nel consumo energetico totale entro il 2020, in linea con le direttive europee stabilite. 


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