Il potere dei Grandi Alberi

Jan 14, 2014 | scritto da:

 

Oggi ho proprio voglia di mettermi ad ascoltare… Ad ascoltare gli echi lontani di mondi antichi e ciò che nel mondo in cui ci troviamo a vivere ogni giorno ci ricorda ancora la loro esistenza passata.

Mentre camminiamo lungo le strade nelle nostre città o percorriamo in auto i nostri tragitti urbani, sub urbani o di campagna, senza che ce ne accorgiamo il nostro sguardo viene catturato da alcuni punti, alcune forme che risaltano sul resto, o lo connotano in modo particolare. Sono gli alberi a richiamare la nostra attenzione. In silenzio, con molta discrezione, alberi, alberate, parchi e boschi trasformano i paesaggi, li definiscono e li rendono a noi più familiari, spesso più vivibili e armoniosi.

In particolare alcuni alberi, maestosi, imponenti, antichi a volte centinaia, perfino migliaia di anni, ricordano a noi umani la nostra piccolezza di fronte alla meravigliosa e spaventosa forza della natura. La scala del tempo in cui vivono gli alberi in natura rispetto agli uomini è molto diversa: alcuni alberi affondano le loro radici nella terra da migliaia di anni! Gli olivi della Palestina, le sequoie della California, i baobab del Madagascar, solo per citarne alcuni, sono testimoni silenziosi di intere epoche della storia umana. Un senso di meraviglia che non so descrivere a parole nasce in me quando rifletto su queste presenze antiche...

Per i popoli europei nostri antenati, proprio come per i popoli di tutto il pianeta, gli alberi - in particolare alcuni - erano considerati sacri, non soltanto come alberi in sé, ma anche perché alla loro presenza veniva riconosciuto il potere di evocare qualcos’altro, una dimensione divina, spirituale. Da oriente a occidente gli alberi sono stati per millenni considerati sede di divinità e spiriti di natura.

Il legno degli alberi, da cui si ricavano oggetti sacri e d’uso quotidiano, abitazioni, legna per riscaldare, mezzi di trasporto e molto altro, ha rappresentato un’importanza vitale nella sopravvivenza umana e nello sviluppo delle culture.

Per gli arya, antico popolo dell’India nel periodo vedico, tutti gli alberi erano considerati dimora potenziale degli dèi e andavano perciò onorati e nutriti regolarmente. Alcuni alberi in particolare erano associati agli yaksa, potenze servitrici di Kubera, dio della salute e del benessere.

La quercia è uno degli alberi che nell’Europa antica ha ricevuto devozione da parte di più di un popolo: Celti, Greci e Romani consacravano maestosi alberi di quercia ai loro dei supremi ed erano spesso di querce i boschi sacri nei quali si celebravano riti e cerimonie sacre.

Se noi donne e uomini della post modernità abbiamo abbandonato da secoli l'atteggiamento di venerazione per la natura che animava i popoli dei tempi passati, gli alberi hanno mantenuto intatta la loro qualità evocativa, fonte d'ispirazione e d'immaginazione ancora capace di suscitare in noi un senso profondo di connessione con la vita. Lo confermano le leggende e le fiabe che dal passato al presente nelle tradizioni orali di tutto il mondo si intrecciano alle storie degli alberi locali.

Il potenziale evocativo dei Grandi Alberi è dunque sempre vivo, sta a noi riscoprirne il valore sacro e profondo... Come? Lo vedremo nei prossimi post, e sono benvenuti i vostri suggerimenti!

 

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