Intervista a La.Boo, la startup siciliana che realizza biciclette in bambù

May 25, 2016 | scritto da:

La.Boo è una startup tutta italiana, nata a Misterbianco in provincia di Catania grazie alle menti di quattro giovani ragazzi siciliani Filippo Condorelli (Ceo & Designer), Giuseppe Nicotra (Project Manager & Designer), Pierpaolo Murabito (Marketing & Comunicazione) e Mario Condorelli (Business Development). Lo scopo di La.Boo è quello di utilizzare il bambù, spesso sottovalutato in materia di progettazione, nel campo meccanico e del design, sfruttando le sue enormi potenzialità fisiche e ingegneristiche. Ma non solo: un progetto che vuole rivalutare il territorio con una fase di rimboschimento e coltivazione diretta del bambù, che porterà alla creazione di bambuseti, i quali forniranno, in maniera del tutto ecosostenibile, la materia prima che verrà in seguito utilizzata nella fase di trasformazione, progettazione e creazione del bambù, da semplice pianta a oggetto di design. A raccontarci di questa bellissima iniziativa Pierpaolo, il responsabile marketing e comunicazione di La.Boo.

La.Boo è un laboratorio basato su un’idea moderna di design artigianale, che utilizza un materiale innovativo nel campo della progettazione, il bambù. Perché proprio il bambù? Non è un materiale fragile? Quali sono le sue caratteristiche

Il bambù è una pianta che cresce su terreni altrimenti improduttivi. Una risorsa total green che cresce intorno a noi e che, a differenza del più conosciuto e utilizzato legno, nasconde all’interno della sua stessa struttura la sua anima 100% sostenibile, dovuta alla sua capacità di autorigenerarsi in maniera veloce e spontanea, contribuendo, rispetto a qualsiasi altra pianta, a una maggiore riduzione sia del livello di CO2 nell’aria, sia dei metalli pesanti presenti nel terreno. Denominato 'acciaio naturale', possiede enormi potenzialità fisiche e meccaniche che lo rendono uno degli elementi chiave per l’evoluzione sostenibile della progettazione e della costruzione di strutture, dalle più semplici alle più complesse. Oggi, infatti, grazie a trattamenti tecnologici, è possibile trasformare il legno di bambù in un materiale da costruzione valido e versatile.


Come, quando e dove vi è venuta questa idea?

Oltre a essere quattro soci, siamo quattro amici stretti da un forte rapporto di amicizia, ormai decennale, che dopo avere affrontato sia percorsi di studio in giro per l’Europa, sia esperienze professionali diverse tra loro, sono ritornati in Sicilia, e qui hanno deciso di condividere le competenze maturate, per trasformare in realtà il sogno di realizzare insieme qualcosa di innovativo, dove innovazione vuol dire soprattutto cambiamento. In un mondo che ormai individua maggiormente come startup innovative gli sviluppatori di app o di nuovi strumenti digitali, creare con il bambù elementi straordinari, che avvicinino, con il loro utilizzo, anche i più scettici alla scoperta di questa risorsa, lasciando un’impronta per nulla nociva nel mondo, ci è sembrata l’idea giusta per essere si innovativi, ma con un occhio di riguardo nei confronti del pianeta, che in questo caso, rappresenta il nostro più importante fornitore.


Il primo progetto di La.Boo è la 'Movimento Unico', una bicicletta realizzata con un telaio interamente in bambù, assemblato con fibre naturali a Km0. Quali altri progetti avete?

Abbiamo realizzato la 'Movimento Unico' come nostro primo progetto, poiché la bicicletta, come oggetto in se, ci ha permesso di entrare nella quotidianità delle persone, con un elemento di design, caratterizzato da una forte territorialità delle parti che lo compongono, accessibile a tutti e che dimostra la solidità e la durabilità del bambù. Il 'fare rete' per noi è fondamentale: mettiamo sempre in condivisione le nostre conoscenze, attingendo, contemporaneamente, anche alle esperienze altrui. Questo è possibile grazie al lavoro di coworking che svolgiamo all’interno dell’incubatore 'Vulcanìc' di Catania, che ci facilita nel contattare tutte quelle professionalità, fondamentali per l’evoluzione del nostro progetto. Inoltre stiamo seguendo un progetto di tesi per la creazione di un modulo abitativo autocostruito in bambù. Questa casa verrà in una prima fase realizzata nella città colombiana di Tunja e in seguito sarà testata in Italia su una piastra vibrante, per verificare la risposta antisismica del prototipo. La ricerca e sviluppo, rappresentano i pilastri portanti della nostra startup. Per questo nel 2017 partirà la nostra campagna di crowdfunding, che ci consentirà una maggiore sensibilizzazione al progetto, aiutandoci a studiare e a scoprire tutte le possibili applicazioni da realizzare con il bambù, trasformandolo, così, in un materiale ingegnerizzato.


A chi sono rivolti i vostri prodotti? Quali sono i canali di vendita?

Ci rivolgiamo a un consumatore sensibile, interessato ai processi produttivi per nulla nocivi all’ambiente e all’ecosistema che li ospita e li contestualizza e con un occhio al design, che per quanto ricercato, vorremmo rendere accessibile a tutti, offrendo così un servizio, più che un prodotto. I canali di vendita sono rivolti a un mercato B2C, legato al nostro store annesso al laboratorio e, ultimati i test sulla 'Movimento Unico', sul canale e-commerce, che tra pochi mesi verrà inaugurato sul nostro sito www.laboodesign.com.

 
La.Boo è anche produttore di bambù, si occupa della rivalutazione del territorio con una fase di rimboschimento e coltivazione diretta di questa pianta originaria dell'Asia e dell'America. Come avviene la coltivazione? Dove? Quali benefici porta al territorio?

Al momento siamo gestori di un piccolo bambuseto proprio qui in Sicilia, dal quale traiamo e lavoriamo la nostra materia prima. Bisogna sapere che esistono oltre 1400 specie diverse di bambù che si adattano a quasi tutte le fasce climatiche del nostro pianeta ed in Italia, grazie alla varietà del clima che possiede il nostro paese, è possibile coltivare molte specie, addirittura quelle tropicali. Molto importante è conoscere una prima divisione tra le specie di bambù, le quali possono essere: 'cespugliosi' ovvero con una crescita radiale controllabile, oppure 'infestanti' che, come dice la parola stessa, hanno una crescita difficilmente controllabile se non con degli accorgimenti quali paratie o fossati usati come vincolo delle propagazione delle radici. I benefici sono molteplici: un ettaro coltivato a bambù assimila CO2 presente nell’aria e sostanze inquinanti contenute nel terreno come metalli pesanti (il 40% in più rispetto ad un bosco tradizionale), ha un alto rendimento di legname pari a 3,3 volte quello di un bosco, con un basso costo di mantenimento. Inoltre riesce a crescere in luoghi che altrimenti sarebbero improduttivi diventando opportunità per rivalutare aree critiche altrimenti abbandonate.

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